Il giovane si stava riparando da un acquazzone. Disposto il sequestro della struttura

MARINA DI CAMEROTA – Secondo una prima ricostruzione, il giovane si trovava in un area pertinenziale della discoteca, poco distante dalla pista da ballo, per ripararsi da un improvviso acquazzone. Tragedia a Marina di Camerota, nel Cilento, dove un 27enne di Mugnano ha perso la vita la scorsa notte, dopo essere stato colpito alla testa da frammenti di roccia caduti da un costone roccioso durante un violento nubifragio. Crescenzo Della Ragione (foto in basso), residente nella frazione Varcaturo di Giugliano, era al Ciclope in compagnia di amici per trascorrere la notte di San Lorenzo. La Procura di Vallo della Lucania ha disposto l’autopsia sul corpo ed il sequestro della struttura. L’esame autoptico verrà effettuato giovedì. Secondo un primo esame esterno del corpo della vittima, il giovane sarebbe morto sul colpo, a causa di un gravissimo trauma cranico-encefalico con sfondamento a carico della regione occipitale. Il masso che lo ha colpito è caduto da un’altezza di circa 60 metri.

 

LE INDAGINI – Gli investigatori stanno cercando di ricostruire anzitutto le fasi precedenti il crollo fatale alla vittima. Crescenzo Della Ragione, in vacanza nel Cilento, ieri sera dopo mezzanotte si era recato in discoteca in compagnia di amici. Quando sulla zona si è abbattuto un temporale, il giovane  ancora non aveva raggiunto la pista da ballo e ha tentato di ripararsi sotto una tettoia in un’area pertinenziale della discoteca. In quel momento è stato colpito da massi di varie dimensioni che si sono staccati da una altezza di 60 metri. Nella tarda mattinata c’è stato un nuovo sopralluogo dei carabinieri della compagnia di Sapri. I militari hanno ascoltato uno dei proprietari della discoteca che ha riferito di non essere presente nella struttura al momento della frana. Il corpo di Crescenzo Della Ragione è stato traslato all’obitorio dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.

 

IL SEQUESTRO DI 4 ANNI FA – Il Ciclope fu oggetto di un parziale sequestro 4 anni fa. Il Corpo Forestale dello Stato appose i sigilli a parte della struttura dopo il ritrovamento di grossi massi all’interno. Secondo i proprietari i macigni erano stati sganciati dal costone per mettere in sicurezza l’area. In seguito a perizie disposte dall’autorità giudiziaria, la struttura venne dissequestrata perché fu rilevata l’insussistenza di pericoli.

 

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(Foto Ciclope Beach/Fb)

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