Il presidente della VI Municipalità difende l’aula dagli sgarbi della giunta comunale e mette a nudo le manovre dei consiglieri di Via Verdi sul territorio
Ci sono periferie che si stancano di essere vessate e fare da fondale e pretendono di essere rispettate. A Napoli Est il confine di tolleranza si è spezzato: il presidente della VI Municipalità (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio), Sandro Fucito, ha impresso una scossa agli equilibri politici cittadini con un atto politico di rottura. Fuori l’assessore Antonio Mastroianni in quota Movimento 5 Stelle, dentro Claudio De Magistris operatore culturale a cui vanno le deleghe a Cultura, Sport ed Eventi. Non si tratta di un banale rimpasto, ma dell’avvio ufficiale di un’aperta battaglia politica e culturale contro la gestione accentratrice della giunta guidata da Gaetano Manfredi.
«Subite vessazioni inaudite»: le accuse a Palazzo San Giacomo
Le motivazioni espresse da Fucito mettono a nudo anni di striscianti tensioni tra centro e periferia: «Ho assunto una decisione politica: la VI Municipalità in questi anni è stata sistematicamente delegittimata dal sindaco Gaetano Manfredi e dai suoi assessori», ha affermato con forza Fucito. «Eppure la nostra Municipalità era composta da esponenti di partiti che sostengono lo stesso sindaco Manfredi. Molte iniziative, anche istituzionali, venivano intraprese insieme a consiglieri comunali ignorando il presidente della Municipalità: dall’inaugurazione di targhe a nuove opere, tutto veniva concordato tra l’assessore di turno e alcuni consiglieri comunali del M5S e del PD. Veri e propri atti di scorrettezza politica.»

Una presa di posizione netta a cui Fucito aggiunge un carico ancora più pesante: «Ho subito vere e proprie vessazioni da questa giunta comunale, comportamenti di inaudita scorrettezza politica. La scelta di nominare Claudio De Magistris all’assessorato alla Cultura è l’espressione di una battaglia culturale e la scelta di una persona dotata di grande professionalità ed esperienza.»
«Sulla Festa dei Gigli un atto di prevaricazione»
A chiarire ulteriormente i dettagli formali dello strappo è stato poi lo stesso Fucito attraverso una nota ufficiale diffusa alla stampa: «Duole constatare che, dopo anni in cui la Municipalità nel suo insieme e il sottoscritto si sono contraddistinti per correttezza istituzionale, rispetto delle prerogative dell’amministrazione centrale e spirito di collaborazione, si sia consumato intorno alla gestione della “Festa dei Gigli” un puro atto di prevaricazione verso la Municipalità 6 per il terzo anno consecutivo. Nessuna possibilità di proposta o di valorizzazione delle esperienze territoriali e dei circoli virtuosi di legalità è stata presa in considerazione. Eppure fu proprio la Municipalità nel 2023, consapevole dell’importanza attribuita dalla popolazione, a lavorare alacremente perché la festa divenisse di interesse cittadino e avesse un iter amministrativo certo e trasparente dopo le burrascose esperienze degli anni addietro.»

Vedere un pilastro della tradizione di Barra espropriato delle sue radici e calato dall’alto nelle stanze di Palazzo San Giacomo è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
In difesa dell’onore dell’aula e della dignità di Barra, Ponticelli e San Giovanni
Nel suo intervento ufficiale, Fucito pone l’accento anche sul tema dei servizi essenziali: «Purtroppo anche i servizi quotidiani da rendere alla cittadinanza restano non adeguati al fabbisogno sebbene si lavori ad un progressivo miglioramento, ma troppe volte le iniziative avvengono non per il rispetto della Istituzione territoriale bensì per le richieste di singoli consiglieri comunali.» E non solo. Bisogna evidenziare l’imbarazzante comportamento degli assessori della giunta comunale Manfredi, più volte invitati ufficialmente in consiglio per fare il punto sulle questioni riguardanti la scuole, le infrastrutture, lo sport, le politiche sociali e puntualmente assenti.
È qui che l’iniziativa di Fucito trova la sua cifra più profonda. Con questo gesto, la presidenza intende difendere a testa alta l’onore, la dignità e l’immagine di tutti i consiglieri della Municipalità, a prescindere dal colore politico, perennemente scavalcati, ignorati e mortificati dalla giunta comunale di Palazzo San Giacomo.
Un atto di orgoglio istituzionale che tutela prima di tutto la dignità dei cittadini di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Una comunità per troppo tempo imbrigliata nell’immobilità di un’amministrazione centrale assente, che pare ricordarsi del territorio orientale solo quando scatta la “telefonata” del consigliere comunale di turno interessato a mettere la bandierina politica, raccogliere consensi elettorali e mettersi in mostra.
I retroscena: le manovre di via Verdi e il sostegno del territorio
Dietro l’azzeramento dell’assessorato alla Cultura si celano anche precise dinamiche di potere tra i banchi del Consiglio comunale di Via Verdi. Negli ambienti politici locali non sono passati inosservati i movimenti del consigliere comunale del PD Aniello Esposito, detto “Bobo”, la cui costante presenza sul territorio al fianco degli assessori della giunta Manfredi viene letta da molti come la preparazione del terreno per una sua candidatura alla presidenza della VI Municipalità.
Emergono anche frizioni con il capogruppo M5S Ciro Borriello, la cui traiettoria politica ventennale — tra continui cambi di casacca e il passato da assessore allo Sport nella giunta di Luigi De Magistris — incarna le debolezze dell’intesa tra PD e pentastellati a Napoli Est.
In questo scacchiere si inserisce l’ingresso di Claudio De Magistris: «In questo contesto e nello spirito di dover offrire sempre il miglior lavoro possibile alla cittadinanza, valorizzando e non mortificando il consiglio di Municipalità, ho inteso chiedere un aiuto ad uno stimato professionista del settore culturale, Claudio De Magistris, affinché possa valorizzare e portare a sistema il lavoro svolto nel corso di questi anni», ha sottolineato Fucito, rivolgendo un ringraziamento formale all’assessore uscente Antonio Mastroianni per la dedizione dimostrata.
A differenza del verticismo di Palazzo San Giacomo, Fucito rivendica di aver tenuto sempre aperte le strutture della VI Municipalità ai dibattiti, ai comitati di lotta, alle associazioni e alla partecipazione democratica del territorio. Un’impostazione che sta raccogliendo grande apprezzamento a Napoli Est e che lancia un messaggio chiaro a Gaetano Manfredi: parte la battaglia politica e culturale per il futuro della città.
Ciro Crescentini

