Marsiglia rilancia il tema degli approvvigionamenti e richiama il confronto avuto nei mesi scorsi con Salvini
Il caro carburanti torna a occupare un posto centrale nel dibattito sulle strategie necessarie per contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici su famiglie e imprese. Mentre il governo lavora alle misure da inserire nella prossima Manovra, il confronto si concentra non soltanto sulle risorse da reperire, ma anche sulle possibili soluzioni strutturali per ridurre la pressione sui prezzi.
A intervenire sul tema è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli, che individua nell’approvvigionamento energetico uno dei nodi principali da affrontare. La sua posizione parte dalla necessità di ampliare il confronto internazionale e di valutare il ruolo dei Paesi produttori nell’attuale scenario.
Secondo Marsiglia, tra le ipotesi da prendere in considerazione ci sarebbe anche una nuova interlocuzione con Mosca. Il riferimento alla Russia viene inserito dal presidente di FederPetroli all’interno di una riflessione più ampia sulle conseguenze delle attuali dinamiche energetiche e sui margini disponibili per intervenire sul costo dei carburanti. “Il ministro Salvini sa quale è il primo passo che bisogna fare per mettere freno al caro carburante, alla crisi energetica dell’Italia. Pochi mesi fa, eravamo concordi su una possibile apertura alla Russia”, dichiara Marsiglia a Il Giornale d’Italia.
Il tema arriva sul tavolo mentre si discute della prossima legge di bilancio e del contributo che i diversi comparti dell’economia potrebbero essere chiamati a garantire. A margine di InnoTrans, a Berlino, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato proprio il confronto sulle risorse necessarie per sostenere la finanza pubblica.
Nel corso del suo intervento, Salvini ha fatto riferimento alle parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, secondo cui anche il settore bancario potrà partecipare allo sforzo richiesto dalla Manovra. Il vicepremier ha quindi esteso il ragionamento alle grandi realtà del comparto energetico, sintetizzando la propria posizione con il principio: “Chi più ha più dà”.
La discussione sul possibile contributo delle imprese si inserisce così nella ricerca delle coperture per i prossimi provvedimenti economici. Parallelamente, resta aperto il problema dell’incidenza dei costi energetici sull’economia reale, con il prezzo dei carburanti che continua a rappresentare una voce rilevante per la mobilità, la logistica e le attività produttive.
Per FederPetroli, dunque, il tema non può essere ricondotto esclusivamente alla leva fiscale. La questione riguarda anche la disponibilità delle forniture, i rapporti con i Paesi produttori e le scelte di politica energetica che possono incidere nel medio periodo sulla struttura dei costi.
È in questa prospettiva che Marsiglia richiama il possibile dialogo con la Russia, collegando il tema delle relazioni internazionali a quello più immediato del caro carburanti. Il confronto politico sulla Manovra e quello sulle strategie energetiche si trovano così a intersecarsi, mentre governo e operatori del settore valutano le possibili risposte alla pressione sui prezzi.
Alessandro Manna
