Bassolino fa tremare il Pd: “Soldi a chi non sapeva chi votare, aspetto risultato del nuovo ricorso”

L’ex sindaco: “Al primo reclamo ci hanno risposto con cavilli e sentenze preconfezionate. Chiedo che si cancelli questa vergogna”

Aveva stoppato le voci sempre più insistenti di voler correre da solo, contro il Pd. Ma dalla manifestazione al teatro Augusteo, riempito dai fedelissimi, non esce un messaggio rassicurante di Bassolino e tutto può ancora accadere. “Non posso accettare che che si diano soldi a chi non sapeva a chi votare – dice l’ex sindaco sulle primarie -.  Questa vicenda va oltre Napoli.  Ci hanno risposto con cavilli e sentenze preconfezionate. Chiedo che si cancelli questa vergogna. Un sussulto di verità e onestà”. Bassolino lascia col fiato sospeso i dem, rimandando ogni valutazione a dopo la decisione sul nuovo ricorso contro i presunti brogli. “Non sono in campo per far perder il Pd – dichiara l’ex governatore dal palco -Io combatto per vincere Mi aspetto che vengo resa giustizia, annullando le elezioni nei seggi dei brogli. Aspetto il risultato del nuovo ricorso”. E se non dovesse essere accolto?

 

LA COPERTINA DELL’ESPRESSO – Bassolino ha arringato la folla di supporter accorsa al suo richiamo. “Siamo qui quanti tutti gli iscritti al Partito democratico, qui ci sono anche persone che non sono andate a votare ma sono rimaste colpite da quanto successo nei giorni successivi- afferma l’ex sindaco – Ho iniziato con l’iPad poi è cresciuto un sentimento in città”. In un passaggio, nel parlare dello scontro in atto nel partito, Bassolino accenna anche all’ultima copertina dell’Espresso sulle faide criminali in città e all’estradizione del boss Pasquale Scotti. “Altro che guerre e rese dei conti. A Napoli non c’è bisogno di guerre. Abbiamo la guerra di camorra, quella raccontata da L’Espresso. Non possiamo nascondere gli occhi di fronte a questa guerra civile. Sta tornando Scotti che sa tante cose, speriamo che la magistratura lo faccia parlare”.
“Diversa la guerra di oggi, piccola criminalità, servono – aggiunge – più forze dell ordine, più fondi alla magistratura ma anche più cultura e scuole aperte. Io sono io, non mi interessano le lotte interne. Ho fatto un atto di amore verso la città. Ho cercato di assolvere a un dovere. Ho molto sofferto spesso da solo con molte persone amiche. Poi c’è stata una spinta per mesi e mesi. Spinta iniziata quando presentai il mio libro le Dolomiti di Napoli al San Carlo: c’era Napoli in tutte le diverse facce”. Bassolino inoltre chiama in causa Renzi. “Invito a riflettere i vertici del partito e di palazzo Chigi. L’Italia delle primarie non può essere quella dei codicilli. Non lo è stata quando ha partecipato Renzi, che io ho votato. Bersani, andando contro i propri interessi accettò primarie aperte, e io lo incoraggiai a farlo. Ma perché le primarie vivano servono tre condizioni: trasparenza, trasparenza e ancora trasparenza”.

 

RENZI: “IN BOCCA AL LUPO ALLA VALENTE” – “Un grande in bocca al lupo alla vincitrice delle primarie Valeria Valente”. Queste le parole, inequivocabili, pronunciate da Matteo Renzi a Classe Dem, scuola di formazione per giovani del Pd, a Roma. “Ho visto i video di fanpage, hanno fatto  – afferma il premier – un’operazione giornalistica di tutto rispetto. Vanno bene i controlli. Ci sono state delle irregolarità, è evidente. La soluzione è che si valutino i ricorsi, senza dare per scontato che chi ha perso vinca e viceversa. Poi vogliamo eliminare l’euro per votare? Possiamo anche deciderlo, possiamo decidere cosa fare. Sono pronto a cambiare le regole, ma non a eliminare le primarie. L’alternativa alle primarie è i capibastone delle correnti. I risultati delle primarie a Napoli sono chiari, le commissioni valuteranno i ricorsi come è giusto che sia”. “La questione di Napoli è complicata. I ricorsi  – aggiunge Renzi – sono stati presentati, le commissioni decideranno, ma dal giorno dopo l’obiettivo deve essere rimettere a posto la situazione. Se il risultato delle primarie sarà confermato, dobbiamo stare tutti con Valeria Valente. Se ci sono stati comportamenti fuori dalle regole occorre provvedere ma senza sparare nel mucchio”.

Barbara Tafuri

(Foto Francesco Bassini)

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