Bassolino-de Magistris, la strana coppia: “Bagnoli, ridare l’urbanistica al Comune”

L’ex governatore : “Lanciamo con il governo un Programma Napoli”

Per anni se ne sono dette di tutti i colori, ricorda il moderatore Marco Damilano. Da “Egogistris”, copyright Bassolino, a “monarca della munnezza”, secondo de Magistris. Ma oggi il sindaco del “rinascimento” e quello della “rivoluzione zapatista” siedono allo stesso tavolo per un confronto alla festa della fondazione bassoliniana Sudd, nel circolo Ilva di Bagnoli. E il convitato di pietra è Matteo Renzi, nemico numero uno per de Magistris e ostacolo al Bassolino bis, naufragato nelle primarie al veleno. “Per me l’invito a de Magistris – chiarisce l’ex governatore – era l’Abc della politica, se parliamo della città va fatto con il sindaco. Anche se per mesi e mesi ho provato a non avere di nuovo de Magistris sindaco ma una volta eletto, il sindaco è sindaco di tutti”. E l’ex magistrato dice del predecessore: “Siamo su fronti diversi ma ha grande esperienza e può dire la sua. In campagna elettorale ha usato, come me anche, toni duri, ma – avverte – è stato corretto e gli devo dare atto che dopo avere perso le primarie con le modalità che tutti conosciamo, non si è iscritto alla pattuglia di chi ha avvelenato la campagna elettorale”. Bassolino e de Magistris non sono qui per menarsi fendenti. Lo spirito dell’incontro è costruttivo, e mette al centro la città. “Ci vuole una task force dei ministri più importanti – afferma Bassolino – con cui le istituzioni locali traccino un programma per Napoli di grande impegno”. E su un punto i due si trovano d’accordo. “Il primo compito di un Comune – rammenta l’ex presidente della Regione – è l’urbanistica, sono le scelte dell’assetto e dei suoli”. De Magistris annuisce, rievocando la ferita del commissariamento di Bagnoli. “Il conflitto forte – ribadisce il sindaco – nasce quando, non rispettando una firma che aveva grande valore e che era stata frutto anche di un compromesso politico, è arrivato l’articolo 33 dello Sblocca Italia”.

 

 

Bassolino  insiste sul concetto di “collaborazione istituzionale”, e incoraggia il successore alla strada del dialogo, appena riavviato con l’incontro a Palazzo Chigi di due giorni fa (“Da soli nel mondo di oggi non ce la faremmo. Dobbiamo spingere perché ci sia qualcosa di impegnativo su Napoli”). E de Magistris non chiude, precisando di essere “un uomo delle istituzioni, questa storia del sindaco barricadero è falsa, io dialogo a tutti i livelli nazionali e internazionali”. I due ex duellanti si ritrovano pure sulla necessità di restituire centralità al Mezzogiorno, tema che pare fatto apposta per unire. “Dobbiamo saper fare gli interessi del sud – dichiara Bassolino – al di là delle differenze di colore e schieramento”.  “Il Sud – fa eco de Magistris – non rappresenta piombo e zavorra. Dobbiamo auspicare risorse pubbliche e rappresentanza”. Sindaco ed ex sindaco lasciano in sospeso l’ultima domanda: si incontreranno ancora? Entrambi restano sul vago, travolti dalla foga verbale che li porta a riscuotere applausi bipartisan, in una sala gremita.

Gianmaria Roberti

(Foto Francesco Bassini)

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