Bancarotta e frode, le fiamme gialle sequestrano supermercati “365”

Operazione ‘Sole facile’, sei persone sono indagate 

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza applicativa di sequestro preventivo, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti della struttura aziendale dei supermercati a marchio “365” con contemporanea perquisizione delle sedi legali delle società societa’ Ap srl e Ap commerciale srl,  e delle abitazioni dei 6 soggetti indagati (amministratori di fatto e di diritto), ritenuti responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta e frode fiscale. ‘Sole 365′ è un brand, un un progetto commerciale, di proprietà della società AP commerciale srl, un’azienda di famiglia che è diventata negli anni uno dei principali attori del panorama distributivo campano. L’azienda è legata da una forte partnership con il Gruppo Megamark, prima azienda distributiva del sud Italia, a sua volta legata al Gruppo Selex. L’apertura del primo supermercato a marchio Sole 365 risale al 2013. Ad oggi la rete è composta da 41 punti vendita tra Napoli, Salerno, Caserta, Avellino. Un valore patrimoniale di circa 20 milioni di euro.  L’azienda dà lavoro a 1800 dipendenti. “Non ci saranno effetti negativi per i lavoratori – precisa la Guardia di Finanza – La gestione aziendale è stata affidata ad una amministrazione giudiziaria straordinaria composta da due professionisti.  I punti vendita resteranno regolarmente aperti”. La bancarotta contestata dalla magistratura sarebbe riconducibile a una precedente società che avrebbe poi proseguito l’attività con i supermercati. Tra i beni oggetto del sequestro preventivo ci  sono anche un’imbarcazione da diporto, due Maserati e undici immobili per un valore complessivo di mercato di oltre un milione di euro. Secondo la magistratura, i responsabili avrebbero pianificato e realizzato, in modo organizzato e perdurante nel tempo, una serie di condotte distrattive in danno di una società fallita a loro riconducibile (Sunrise supermercati srl) nonche’ posto in essere operazioni volte a omettere il versamento delle imposte a favore dell’Erario. In particolare, la compagine ha operato per mantenere integro, attraverso varie societa’ facenti capo alla stessa e con vorticosi avvicendamenti, il patrimonio aziendale a fronte dei debiti accumulati nel corso degli anni con i creditori della società poi fallita, tra cui spicca il credito vantato dall’Erario per imposte e sanzioni mai versati (oltre 5 milioni di euro). Attraverso gli accertamenti patrimoniali delegati dalla procura alla guardia di finanza e’ stato ricostruito l’intero patrimonio mobiliare e immobiliare sottratto alla procedura di fallimento ed è stata individuata la frode fiscale descritta.

 

 

L’INDAGINE E GLI INDAGATI. Un’indagine, però, in parte smontata dal gip Vincenzo Caputo del tribunale di Napoli. Il giudice ha respinto le richieste di misure cautelari personali, nei confronti degli indagati, tutti della famiglia di imprenditori Apuzzo, tranne uno. Negata, inoltre, l’esistenza dell’associazione per delinquere. Restano in piedi le ipotesi di frode fiscale e bancarotta fraudolenta, sfociate nel sequestro preventivo delle società “Ap srl” e la “Ap Commerciale srl”, alle quali fa capo la catena di supermercati. Il totale dei beni sotto sigillo ammonta a 20 milioni di euro, e comprende anche undici immobili, due Maserati e una barca di lusso. Il gip ha disposto la prosecuzione dell’attività commerciale, affidando la gestione a due amministratori giudiziari, per salvaguardare i livelli occupazionali dei 1800 dipendenti. Al centro dell’inchiesta la famiglia Apuzzo di Castellammare di Stabia, i cui 52 punti vendita sono disseminati in tutte le province campane, Sannio escluso. Sono i rampanti imprenditori di una fulminea scalata, negli ultimi anni, dove spiccano prezzi concorrenziali e merce di qualità. Sono indagati i 76enni Giovanni Apuzzo e la moglie Genoveffa Di Somma, e i figli Michele (49 anni), Antonio ed Immacolata (gemelli 45enni). Assieme a loro è accusato anche il 33enne romeno Bogdan Luta, residente a Siano, liquidatore della Sunrise supermercati srl. Rigettando le richieste della procura di Napoli, il giudice ha rilevato l’assenza di gravi indizi per il reato associativo, e di esigenze cautelari riguardo le altre ipotesi di reato. Bastano i sigilli. “Privando gli indagati delle possibilità di gestire le due società interessate al sequestro – scrive il gip-, nell’immediato, gli stessi saranno posti nella oggettiva impossibilità a dare luogo a condotte similari e per tale via aggravare le conseguenze dei reati di bancarotta e fiscali loro ascritti”. Adesso, riflettono sulle prossime mosse i pm Orlandi, Raimondi e Pavia, coordinati dal procuratore aggiunto Piscitelli.

 

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