Bagnoli, il Ministro Lezzi incontra i comitati: confronto duro ma costruttivo

Apertura per una modifica dell’articolo 33 dello Sblocca Italia, il Commissario potrebbe occuparsi solo della bonifica dell’ex area industriale, ai comitati un ruolo per la rigenerazione del territorio

L’assemblea pubblica a Bagnoli con il ministro per il Sud, Barbara Lezzi per il rilancio dell’ex area Italsider è stata dura, “tosta” ma costruttiva.  E’ stato un incontro inedito, storico. La prima volta che un esponente di un governo nazionale partecipa  ad un incontro presso la municipalità ascoltando  le critiche e le proposte dei cittadini residenti dell’ex quartiere operaio. Contestata la scelta di confermare il commissariamento. Una scelta che ha provocato malumore e un profondo dissenso nel M5S. Nessun esponente del Movimento si è fatto vedere nell’aula consiliare della municipalità, ad eccezione della senatrice Paola Nugnes e di una manciata di attivisti. Tra questi, Vincenzo Russo del MeetUp di Pianura, che è intervenuto per ribadire al ministro “che i commissariamenti a Bagnoli non servono più. Dobbiamo dire no a tutti i commissariamenti”. “Rispetto per Floro Flores ma se abbiamo sempre detto no al commissariamento perchè Conte e Lezzi lo hanno nominato? – ha domandato Russo –  Perchè Conte ha firmato? Il progetto Bagnoli si fonda sulla spiaggia da restituire ai napoletani e su un parco enorme, con aria pulita, dove i bambini possono giocare. Non è certo la cementificazione il modo per risolvere i problemi di Bagnoli”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Eddy Sorge portavoce del comitato Bagnoli Libera. “Quando la scorsa estate abbiamo incontrato il ministro avevamo  chiesto  un atto di discontinuità con il passato. Invece, ha deciso di nominare il nuovo commissario che ci sembra una contraddizione rispetto a quanto ci era stato garantito, perché il commissariamento esclude la partecipazione dei cittadini – ha sottolineato Sorge –  Alla nomina del Commissario ci siamo opposti non per motivi ideologici ma perché pone problemi di merito a cominciare dai trasferimenti della proprietà dei suoli da parte di Invitala che, può mettere quote di Bagnoli sul mercato, chiedendo ai privati investimenti e questi poi influiranno sulle scelte urbanistiche. Parlo dei famosi Bagnoli bonds di cui nessuno parla”. Sorge ha anche evidenziato che “sulle coperture finanziarie per la bonifica serve un cronoprogramma dell’investimento pubblico del governo”, e lancia l’allarme su Nisida “che viene immaginato come un grande porto turistico, con una grande installazione che impedirà la balneabilità. Una cosa è un porticciolo altro è il sacco di Nisida”.

Una bella discussione. Interessanti, costruttivi, mirati gli interventi di Umberto Frenna imprenditore locale, Paola Minieri del Comitato Borgo di Coroglio, Salvatore Cosentino di Bagnoli Libera, Arturo Iumento attivista sociale,

Barbara Lezzi ha replicato senza giri di parole: “Il commissariamento è un mezzo che aiuta a gestire le situazioni, come in altre occasioni come il terremoto, per mettere assieme energie e portare avanti velocemente i piani, e non è una di quelle condizioni che era stata posta dai comitati. Ma la piena responsabilità su quello che succederà a Bagnoli è mia che presiedo la cabina di regia e tutti i cambiamenti avvengono secondo la legislazione vigente”. Il ministro ha ribadito la disponibilità a ‘concertare’ le scelte e le destinazioni d’uso dell’area insieme alle rappresentanze sociali del territorio.  “Il fatto che a Bagnoli abbiano rubato non vuol dire che si continuerà a farlo. Ne’ che lasceremo il territorio cosi’ inquinato. Io non mi rassegno”. Ho promesso a chi è venuto al ministero lo scorso mese di luglio che prima della fase formale della cabina mi piacerebbe tenere delle ‘precabine’ per apportare eventuali cambiamenti e miglioramenti al piano Prau. Se le precabine non vanno bene, pronta a riparlarne”. “Al di là di eventuali contestazioni, io credo nella partecipazione popolare, perché alla fine siete voi a vivere qui. – ha detto il Ministro davanti all’assemblea – Bisogna però tenere conto che due terzi del territorio dell’ex Italsider sono sequestrati, quindi in ogni caso, dobbiamo muoverci con delicatezza, capire dove poter intervenire e dove invece attendere il lavoro della magistratura”. Barbara Lezzi si è dichiarata disponibile a rivedere le funzioni e il ruolo del commissario senza escludere modifiche in sede parlamentare.

 

“Porteremo all’attenzione dei colleghi in Parlamento e del Governo tutte le questioni sull’articolo 33 dello Sblocca Italia e del piano evacuazione di Bagnoli. Il commissariamento? Per la bonifica può essere uno strumento utile, ma va sganciato il percorso dal piano di rigenerazione – ha puntualizzato Barbara Lezzi – Sulle bonifiche sono d’accordo che richiedano un’attenzione e un riguardo per tenere il fiato sul collo diverso rispetto al piano di rigenerazione. Le bonifiche sono una questione di interesse nazionale. Su questa questione occorreva un coordinamento è un aiuto per il ministro, abbiamo individuato la persona di Francesco Floro Flores. Continuare ad attorcigliarsi su questa disputa secondo me non porta a niente. Un chiaro, eloquente messaggio ai comitati e alle associazioni di rappresentanza sociale per stipulare un patto, un accordo unitario. Sulla questione delle cifre da destinare a Bagnoli il Ministro ha spiegato che “è una questione tecnica ma credo che entro la legge di bilancio ci sarà qualcosa. Ad ogni modo non possiamo tirare cifre così”.

Infine sulle prossime cabine di regia: “Entro la fine di quest’anno dovrei averne almeno una. Vorrei prima di tutto rincontrare tutti gli attori per poi andare avanti e confermare, oppure rivedere qualcosa qualora ci fosse qualcosa da rivedere”. Al termine dell’assemblea il ministro Lezzi ha auspicato un suo ritorno a Bagnoli per la fine di gennaio. Il ministro, infine, ha voluto rassicurare gli abitanti del Borgo di Coroglio che saranno eseguiti gli interventi di riqualificazione. “Non sono previsti trasferimenti, se non per motivi di sicurezza”. L’esponente di governo ha accolto l’invito dei comitati dei disoccupati per verificare la possibilità di introdurre clausole sociali nei capitolati d’appalto.

 

 

 

 

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