Bagnoli, il corteo dei movimenti invade l’area commissariata: “Via Renzi, Nastasi e Caltagirone”

Nell’ex area industriale la manifestazione del 1 maggio di antagonisti e comitati civici: “Napoli avamposto dell’opposizione a chi espropria democrazia e decisionalità ai territori favorendo gli interessi delle grandi lobby e delle multinazionali”

Sono circa 2.000 i partecipanti al corteo del 1 maggio promosso da movimenti e comitati civici a Bagnoli. La manifestazione è partita da piazzale Tecchio a Fuorigrotta ed è arrivata nell’area commissariata dal governo, invasa pacificamente dagli attivisti. Lo slogan: “Via Renzi, Nastasi e Caltagirone, a Bagnoli decidiamo noi”.

 

LA PIATTAFORMA DELLA MANIFESTAZIONE – L’ex area industriale è “come cavallo di battaglia, dove comunque  – spiegano gli organizzatori – si prova a far a passare un modello di sviluppo, che parte dagli interessi di grandi gruppi imprenditoriali e non dai bisogni che partono dal territorio”.

“Purtroppo per loro  – aggiungono gli attivisti – Napoli è città e ribelle: in questi anni si è dimostrata l’avamposto per l’opposizione sociale alle politiche antipopolari del governo Renzi. Proprio per questo il premier sceglie di fare un grosso investimento mediatico sulla città, provando a rimediare alle fughe degli ultimi due anni, fatte di visite clandestine e di appuntamenti mancati all’ultimo minuto. Proprio per questo assume per tutti quelli che hanno alzato la testa all’interno del Paese una centralità politica”. “Siamo davanti a un crocevia: o si impone il modello del partito della nazione, o quello delle città ribelli. Da un lato – affermano i promotori del corteo – il modello che impone la devastazione dei territori e il lavoro volontario come nel modello Expo, le grandi opere inutili e dannose come la Tav, che espropria democrazia e decisionalità a chi vive il territorio favorendo gli interessi delle grandi lobby e delle multinazionali. Dall’altro un modello completamente alternativo e incompatibile con le politiche di questo governo, fatto di decisionalità dal basso, di assemblee popolari, di spazi liberati, di territori sottratti alla devastazione ambientale e alla speculazione, in cui la resistenza alla crisi passa attraverso forme di mutualismo e di solidarietà”.

“Liberare Bagnoli  – concludono gli organizzatori – vuol dire imporre un modello di sviluppo alternativo alle speculazioni e ai profitti di pochi e che guardi agli interessi e bisogni collettivi. Per imporlo dal basso non abbiamo molte scelte se non quello del conflitto e della mobilitazione sociale. Per questo ci teniamo a rilanciare come ormai da anni un primo maggio che liberi la città di Napoli e Bagnoli dai poteri forti che ne hanno bloccato lo sviluppo di quest’area e la bonifica”.

(Foto Laboratorio Politico Iskra/Fb)

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest