Residenti denunciano polveri sottili, bradisismo e rischio ambientale
Nuova giornata di mobilitazione a Bagnoli, dove i comitati civici sono tornati in piazza contro i lavori legati all’America’s Cup. Nel pomeriggio i manifestanti hanno occupato la sede della Decima Municipalità, contestando duramente l’incontro istituzionale convocato con la partecipazione del vicesindaco Laura Lieto, dell’assessore all’Urbanistica Edoardo Cosenza e del sub commissario Attilio Auricchio.
L’iniziativa è stata definita dai comitati «una provocazione» e «una presa in giro», giudicando insufficiente il confronto proposto dalle istituzioni. Durante l’occupazione non sono mancati momenti di tensione verbale nei confronti degli esponenti politici presenti.
Terminata l’azione nella sede municipale, i manifestanti hanno lasciato l’edificio organizzando un corteo spontaneo per le strade del quartiere, per poi dirigersi nuovamente verso l’area interessata dai lavori e bloccare ancora una volta i camion diretti ai cantieri della Coppa America.
In una nota diffusa dalla RETE NO AMERICA’S CUP si legge: «Mentre la terra continua a tremare per le scosse di bradisismo, come accaduto anche stanotte, e le strade sprofondano sotto il peso delle centinaia di tir che attraversano ogni giorno Bagnoli, nessuno – se non noi – difende davvero il territorio. Questa mattina dalle 5 abbiamo bloccato oltre trenta camion, garantendo comunque il passaggio regolare di lavoratori, studenti e residenti. È la dimostrazione dell’impatto invasivo dei lavori sulla colmata dei veleni».

Il comunicato denuncia anche l’emergenza ambientale legata alle polveri sottili: «Due giorni di vento forte hanno ricoperto auto e case di polveri, finite inevitabilmente nei polmoni delle persone. Per due volte negli ultimi cinque giorni i livelli hanno quasi raddoppiato i limiti di guardia».

Nel mirino dei comitati anche l’avvio delle gettate di cemento per la realizzazione delle strutture destinate agli hangar: «Si parla di una base di 40 centimetri di calcestruzzo armato per centinaia di metri. Davvero vogliono farci credere che, finito l’evento, verrà tutto rimosso? Questi lavori devono essere fermati subito. Bagnoli non può essere sacrificata per interessi speculativi. Vogliamo spiaggia, mare pulito, bosco e lavoro sicuro e duraturo».

Parallelamente alla protesta in strada, nella giornata di ieri una delegazione di residenti, affiancata dai propri legali, si è recata in Procura. Il gruppo è stato ricevuto dal procuratore aggiunto Antonio Riccio, capo del dipartimento della V sezione reati ambientali, insieme ai sostituti procuratori Domenico Luca Musto e Raffaele Barella.

Nel corso dell’incontro, il coordinatore campano di Medicina Democratica Paolo Fierro ha illustrato le criticità sanitarie che interessano l’area, evidenziando i possibili rischi aggravati dai cantieri in corso. Il geologo Lamberto Lamberti e l’architetto Mauro Forte hanno invece ricostruito lo stato dei luoghi, sottolineando l’inquinamento pregresso e le perplessità sulle modalità di esecuzione degli interventi, in un’area già fragile e soggetta a fenomeni di bradisismo.

Dal pool di magistrati è arrivata assicurazione di «massima attenzione», con particolare riguardo alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione di ulteriori danni ambientali.
Gli esponenti della rete civica hanno espresso fiducia nell’operato della magistratura, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione finché, sostengono, non verranno date risposte concrete per la salvaguardia del territorio di Bagnoli.
Ciro Crescentini

