Una presa di posizione senza precedenti: il presidente della Repubblica invita a mantenere la sede “estranea a dispute politiche”
Per la prima volta in oltre un decennio di mandato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto di presiedere una normale seduta settimanale del Consiglio superiore della magistratura, rompendo una prassi consolidata secondo la quale il capo dello Stato è presente solo in occasioni solenni o di particolare rilievo istituzionale. Dietro a questa scelta si legge una netta risposta alle parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva definito i metodi del CSM “para‑mafiosi”, delegittimando di fatto l’organo di autogoverno dei magistrati.
Il comunicato del Quirinale, giunto nella tarda serata di ieri, ha sorpreso lo stesso ufficio cerimoniale di Palazzo dei Marescialli, costringendo i funzionari a riorganizzare rapidamente il protocollo per l’accoglienza del capo dello Stato. Mattarella è arrivato a Palazzo Bachelet alle 9:50, pochi minuti prima dell’inizio dei lavori, accolto dal vicepresidente del CSM, Fabio Pinelli, dal primo presidente della Corte di Cassazione, Pasquale d’Ascola, e dal procuratore generale presso la Suprema Corte, Pietro Gaeta.
Nel breve discorso inaugurale, Mattarella ha sottolineato il valore costituzionale dell’organo e il principio del rispetto tra istituzioni. Ha detto: “Questa sede, che deve restare rigorosamente istituzionale ed estranea a dispute politiche, richiede rispetto reciproco in ogni circostanza e in ogni momento, nell’interesse della Repubblica.”
Riconoscendo che, come qualsiasi altra istituzione, il CSM può avere “difetti, lacune, errori, nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche”, il capo dello Stato ha ammonito: “Ma il confronto non può trasformarsi in delegittimazione o in attacchi che travalicano i confini istituzionali.”
Il riferimento, neanche troppo velato, alle tensioni interne al Consiglio, comprese le contestazioni dei consiglieri di centrodestra sulle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ha ribadito che “il terreno giudiziario non deve essere usato come palcoscenico di scontro politico.”
Formalmente, la presenza del presidente alla seduta ordinaria era legata all’esame di uno o più punti all’ordine del giorno; per l’occasione è stata scelta una pratica di routine, priva di particolare rilievo: una richiesta di supporto avanzata dalla Scuola superiore della magistratura per un progetto di formazione finanziato dall’Unione europea. Dopo la relazione del consigliere Edoardo Cilenti e l’approvazione unanime della proposta, Mattarella ha dichiarato sospesa la seduta e ha lasciato la sede del Consiglio.
L’intervento di oggi non è stato solo un atto formale: è apparso come un chiaro segnale di tutela dell’autonomia della magistratura e della dignità di un organo costituzionale, contro ogni tentativo di delegittimazione da parte del governo.
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