Al Civico 7 Liberato la presentazione dell’opuscolo “Ieri, oggi e domani”, promossa dalla Rete dei Comunisti, per rileggere storia e trasformazioni sociali.
Venerdì 20 febbraio, alle ore 18.30, presso il Civico 7 Liberato, proponiamo un momento di confronto pubblico dedicato a uno dei passaggi più drammatici e decisivi della storia della nostra città. L’iniziativa prende spunto dall’opuscolo Napoli occupata: ieri, oggi e domani e intende aprire una discussione collettiva su un periodo che non appartiene soltanto al passato, ma continua a proiettare i suoi effetti nel presente.
Napoli è stata tra le città europee maggiormente colpite dalla devastazione della Seconda guerra mondiale. Prima i bombardamenti alleati, poi la distruzione operata dall’esercito tedesco in ritirata, che lasciò dietro di sé macerie e cenere; quindi l’occupazione militare alleata e infine la cosiddetta “liberazione”. Una sequenza di passaggi di potere che ha segnato in profondità la struttura materiale e sociale della città.
Su questi snodi si sono accumulate, nel tempo, letture diverse: ricostruzioni puntuali, interpretazioni parziali, ma anche narrazioni semplificate o distorte. I cambi di “mano” – da un esercito a un altro, da un blocco politico a un altro – sono stati spesso raccontati come inevitabili o neutri, mentre hanno inciso concretamente sui rapporti sociali, sugli equilibri politici e sulle prospettive delle classi popolari.
Oggi, in una fase in cui i processi di privatizzazione e la trasformazione dello spazio urbano mettono in discussione diritti fondamentali e spazi di partecipazione democratica, tornare a quei passaggi storici non significa indulgere in una memoria rituale. Significa, piuttosto, interrogare le radici delle contraddizioni attuali. La manomissione della città, la progressiva sottrazione di beni comuni e servizi, l’erosione degli spazi di agibilità politica non sono fenomeni isolati: affondano le loro radici in scelte e rapporti di forza sedimentati nel tempo.
Recuperare la storia, anche nei suoi momenti più controversi, è dunque un atto politico. È un modo per ristabilire continuità tra le generazioni che hanno lottato per trasformare la realtà e chi oggi si trova a fronteggiare nuove forme di subordinazione e di dominio.
L’evento è stato promosso dalla Rete dei Comunisti. “Riteniamo che il terreno culturale e ideologico sia parte integrante del conflitto sociale. Non un ambito secondario, ma una vera e propria linea del fronte. Rimettere in discussione narrazioni consolidate, smontare mistificazioni, restituire voce ai protagonisti collettivi significa contribuire a riaprire uno spazio di elaborazione e di iniziativa politica” – spiegano i promotori
L’incontro al Civico 7 Liberato vuole essere un’occasione per questo: non una commemorazione, ma un momento di analisi e di confronto, per comprendere meglio il filo che lega la Napoli occupata di ieri alle trasformazioni in atto oggi, e alle possibilità di cambiamento di domani.
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