Appalti truccati al Comune di Benevento, 9 arresti: microtelecamera per favorire ditte amiche

La procura ipotizza l’esistenza di un sistema per consentire l’aggiudicazione gli appalti rientranti nel Progetto Piu Europa del comune di Benevento alle aziende compiacenti

I provvedimenti hanno messo in luce un presunto sistema per consentire l’aggiudicazione gli appalti rientranti nel Progetto Piu Europa del comune di Benevento alle ditte compiacenti: avrebbero versato una tangente del 7% al dirigente, che si sarebbe avvalsa di un laparoscopio, una speciale microtelecamera utilizzata in medicina per conoscere in anticipo, prima dell’apertura delle buste, le offerte contenute nelle procedure di partecipazione. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Benevento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare anche in carcere, emessa dal gip nei confronti di 10 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di corruzione e turbata libertà degli incanti. Fra questi, anche un dirigente apicale del comune di Benevento, alcuni intermediari e gli imprenditori titolari delle ditte edili vincitrici delle gare. Sono state effettuate anche perquisizioni.

 

 

TUTTI GLI INDAGATI DEL PRESUNTO SISTEMA – Secondo le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura di Benevento, il funzionario comunale aveva trovato un modo originale per far si che appalti andassero a suoi “amici” in cambio di una tangente del 7%. L’uomo usava infatti un laparoscopio. La microcamera utilizzata negli interventi laparoscopici aiutava il funzionario comunale a conoscere le offerte dei partecipanti alle gare e, una volta avuto il quadro di tutte le offerte, avvisava gli imprenditori “amici” per farne presentare di migliiori. Il dirigente del Comune Angelo Mancini è accusato di corruzione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso: è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Benevento Flavio Cusani. Con lui sono finiti ai domiciliari altri 8 imprenditori: Angelo Collarile, Fioravante Carapella, Giuseppe Pancione, Guido Mastantuono, Pellegrino Parrella, Antonio D’Addona, Mario Siciliano e Pietro Ciardiello. Il gip ha anche disposto l’obbligo di firma per il costruttore Angelo Pilla.  L’ordinanza del Gip ha disposto anche il sequestro preventivo di denaro e beni mobili nella diretta disponibilità degli indagati, oltre agli immobili intestati per un valore che supera il milione di euro. Nell’abitazione di due persone coinvolte sono state rinvenute somme per 250mila euro in contanti, in cassaforte e nascosti sotto il letto. Gli appalti finiti nel mirino degli inquirenti riguardano la gestione tra il 2011 e il 2013 dei fondi comunitari nell’ambito del progetto “Piu Europa” e l’aggiudicazione di quattro appalti relativi all’esecuzione di lavori di riqualificazione urbanistica per importi compresi tra i 600 mila e i 5 milioni di euro.

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