Anno giudiziario, a Napoli allarmi giustizia lumaca e baby boss. Per Migliore subito cartellino rosso

Alla cerimonia di Castel Capuano i cancellieri protestano quando prende la parola il neo sottosegretario di via Arenula. Il pg Riello: “Vuoti di potere che giovani generazioni di camorristi stanno cercando con spregiudicatezza di occupare”

NAPOLI – I cancellieri, muniti di cartellini rossi, sono sulle barricate perché “siamo gli unici lavoratori che non hanno avuto una progressione di carriera da oltre 20 anni”. E si voltano di spalle durante l’intervento del neo sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, subito contestato. Non manca neppure quest’anno la protesta all’inaugurazione dell’anno giudiziario, celebrata come sempre I nel Salone dei Busti di Castel Capuano.  Sono oltre 44.000 i procedimenti pendenti solo nel settore penale, nel distretto. Al punto che il presidente della Corte d’appello, Giuseppe De Carolis, parla di “una sorta di amnistia strisciante” per i tempi di definizione dei procedimenti civili e penali che “continuano ad essere eccessivi”. E alla giustizia lumaca si affianca il consueto allarme camorra, lanciato dal pg Luigi Riello: la cattura degli esponenti di spicco di diversi clan ha creato “veri e propri vuoti di potere che giovani generazioni di camorristi stanno cercando con spregiudicatezza di occupare con metodi violenti, e stravolgimenti nel panorama delle organizzazioni criminali”. Del resto la criminalità minorile “è assai elevata – aggiunge il procuratore generale – rimanendo irrisolte le ragioni della devianza: degrado socio culturale, bassa scolarizzazione, povertà, mancanza di sbocchi lavorativi, diffusione di modelli di vita improntati alla violenza da parte dei mass media”. Da sottolineare inoltre “la scomparsa o il forte indebolimento di alcuni storici clan di camorra, ormai orfani degli esponenti di maggior livello e carisma criminale, in quanto – spiega Riello – in stato di custodia cautelare o in stato di detenzione con pesantissime condanne e talvolta emblematicamente passati a collaborare con la giustizia”.

(Foto Valeria Valente/Fb)

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