Consigliere comunale a Napoli e delegato al Turismo alla città metropolitana. I dem: “Con lui siamo maggioranza a Palazzo Matteotti”

NAPOLI – E’ il politico finito al centro del caso “penne di camorra”. Carmine Attanasio, consigliere comunale e metropolitano a Napoli, fu inserito nella lista degli “impresentabili” del Fatto Quotidiano in campagna elettorale, quando si presentava alla Regione coi Verdi, per i suoi cambi di casacca. Reagì incatenandosi a un albero e attaccando Travaglio e il corrispondente napoletano Iurillo, definiti appunto “penne di camorra”. Ora però Attanasio ci ricasca, e cambia davvero partito, passando dagli ambientalisti al Pd. L’ultima tappa di un giro che lo ha visto anche nell’Italia dei Valori (in due riprese) e in Forza Italia. Una scelta che esalta i dem napoletani, al punto da convocare lunedì una conferenza stampa di presentazione, per annunciare che  “cresce il Pd in Consiglio Comunale e nella Città Metropolitana dove diventa partito di maggioranza relativa”. Il voltafaccia di Attanasio potrebbe innescare il risiko tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Matteotti. Al Comune, rischia la maggioranza di De Magistris, proprio nel momento in cui si vota il bilancio. All’addio di Attanasio si somma quello di Vincenzo Gallotto, ex Idv, che giorni fa ha dichiarato di non sostenere più il sindaco arancione. Lo stesso che alla città metropolitana ha dato ad Attanasio la delega al Turismo. Dell’ex pm, il consigliere non ha condiviso la scelta di invitare Travaglio a Napoli, sul palco dove si proiettava La Trattativa assieme a Sabina Guzzanti. Dei Verdi, in cui anche era tornato più volte, non ha apprezzato la decisione di sostituirlo nel coordinamento locale. Oltre alla mancanza di solidarietà per quanto avvenne in campagna elettorale. Eppure, nella biografia del suo sito, aveva scritto che congedandosi da Idv nel 2012  “è rientrato definitivamente nei Verdi Ecologisti”. Mai dire mai, con Attanasio.
(Foto Carmine Attanasio/Fb)

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