A Napoli il Pd ha mal di Mola: 5 condannati per Listopoli

Vicenda candidati comunali nella civica Napoli Vale a loro insaputa: 10 mesi a Renato Vardaro, un anno a Gennaro Mola – coordinatore dell’ultima campagna elettorale-, 6 mesi al capogruppo Aniello Esposito, al consigliere Salvatore Madonna e all’ex consigliere Tonino Borriello

Si chiude con una condanna e 4 patteggiamenti in primo grado la Listopoli del Pd a Napoli. Un processo nato dalle denunce di alcuni cittadini, inseriti a loro insaputa nella lista civica “Napoli Vale”, a sostegno della candidata sindaco Valeria Valente del Pd. Firme false per candidati ignari alle comunali del 2016, secondo la ricostruzione accusatoria del pm Stefania Buda.

 

Tutte le sentenze prevedono la sospensione della pena. Il gup Chiara Bardi ha condannato a 10 mesi Renato Vardaro, dirigente del Pd, unico imputato a scegliere il rito abbreviato. Vardaro era il braccio destro di Gennaro Mola (nella foto), compagno di Valeria Valente e coordinatore della campagna elettorale: l’ex assessore della giunta Iervolino ha patteggiato una pena di un anno di reclusione. Patteggiamenti ad una pena di 6 mesi ciascuno anche per l’attuale capogruppo comunale dem, Aniello “Bobo” Esposito e per l’ex consigliere Tonino Borriello. Lo scorso febbraio aveva patteggiato identica pena anche il consigliere Salvatore Madonna, davanti al gup Claudio Sabella. Ogni imputato, durante il procedimento, ha respinto gli addebiti. Sono 9 i nomi dei candidati “a loro insaputa, tra i quali una ragazza down. Valeria Valente – mai indagata – si è sempre proclamata all’oscuro della vicenda.

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