interventi immediati di disinfestazione e bonifica vanno attuati ovunque, non solo nelle aree già colpite. È una misura di prevenzione fondamentale, che deve coinvolgere capillarmente ogni quartiere e ogni comunità locale
Il virus West Nile torna a far parlare di sé in Italia, con un incremento dei casi in alcune aree del Paese, in particolare in Campania e nel Lazio. Ma è fondamentale evitare allarmismi. Gli esperti rassicurano: la situazione è sotto controllo, grazie a una rete di sorveglianza integrata e a un sistema sanitario preparato a rispondere in modo tempestivo.
L’appello che arriva dal mondo scientifico e sanitario è chiaro: interventi immediati di disinfestazione e bonifica vanno attuati ovunque, non solo nelle aree già colpite. È una misura di prevenzione fondamentale, che deve coinvolgere capillarmente ogni quartiere e ogni comunità locale.
Nuovi contagi in Campania e Lazio: monitoraggio attivo, ma nessun panico
Nelle ultime ore sono stati segnalati nuovi ricoveri: otto in Campania, di cui quattro in rianimazione tra gli ospedali Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli. Alcuni casi sono riconducibili a vacanze nella zona di Baia Domizia, dove si ipotizza la presenza di un focolaio. Altri due casi sono stati accertati nel Lazio, nella provincia di Latina.
«Stiamo analizzando attentamente la situazione. Il problema c’è, ma ad oggi non abbiamo motivo di lanciare allarmi particolari», ha dichiarato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Secondo i dati aggiornati, in provincia di Latina si contano nove casi confermati dall’inizio dell’anno. Il virus, è bene ricordarlo, non si trasmette da persona a persona, ma può raramente essere trasmesso tramite trasfusioni, trapianti e in gravidanza.
Il virologo Perrella: «Basta buon senso e repellenti, nessuna psicosi»
Il professor Luigi Perrella, direttore del reparto di infettivologia dell’ospedale Cotugno, invita a mantenere la calma e a seguire semplici regole di prevenzione.
«I consigli sono sempre gli stessi: usare repellenti e proteggersi nelle aree dove ci sono zanzare, alcune delle quali possono trasmettere il West Nile», spiega.
«Non bisogna pensare che ogni puntura veicoli il virus. Sarebbe una paura infondata. La trasmissione dipende da ambienti e focolai precisi. Per questo esiste una rete di sorveglianza molto dettagliata», aggiunge il virologo.
Anche in caso di contagio, nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi o assenti. «Non esiste una terapia antivirale specifica. Si procede solo con la cura dei sintomi, perché le manifestazioni cliniche sono simili a quelle influenzali», conclude Perrella.
Simevep: «Un approccio One Health è l’unica risposta efficace»
La Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (Simevep) evidenzia l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
«Il virus è endemico in Italia, soprattutto in Emilia-Romagna e Veneto. In Campania è in corso un cluster con centinaia di casi asintomatici», spiega Antonio Sorice, presidente Simevep. «Solo l’1-2% dei casi richiede ospedalizzazione. Il problema è che il numero reale delle infezioni è difficile da stimare».
Secondo Maurizio Ferri, coordinatore scientifico di Simevep, la sorveglianza veterinaria ha dimostrato di essere fondamentale: «In alcuni casi, il virus è stato rilevato nelle zanzare anche nove giorni prima del primo contagio umano».
I dati vengono condivisi in tempo reale con il Centro Nazionale Sangue e il Centro Nazionale Trapianti, per attivare le misure di sicurezza su donazioni e trapianti.
Ministero in campo: rafforzati i controlli, sicure le donazioni
Il Ministero della Salute ha diramato una nuova circolare per rafforzare la sorveglianza su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo Regioni, Asl, medici e istituti zooprofilattici.
«Le donazioni di sangue sono sicure», rassicura Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue. «Abbiamo introdotto test specifici nelle province interessate per evitare qualsiasi rischio di trasmissione trasfusionale».
Grazie al sistema di monitoraggio, dal 2020 al 2024 sono stati individuati circa 230 donatori positivi al virus, evitando potenziali contagi.
Piogge, caldo e migrazioni: condizioni favorevoli al virus
Le condizioni climatiche estreme di questa estate – piogge abbondanti seguite da ondate di caldo – unite alle rotte migratorie degli uccelli, hanno creato un ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare e la diffusione del virus.
La Rete degli Istituti Zooprofilattici è in prima linea nei controlli sugli uccelli selvatici, cavalli e insetti vettori, segnalando con tempestività le zone a rischio.
Il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (PNA 2020-2025) prevede specifiche azioni per ciascuna area del Paese, in base al livello di rischio.
L’appello alla politica: servono fondi e personale
Non manca il dibattito politico. La deputata Marianna Ricciardi (M5s) lancia l’allarme:
«Preoccupa che molti enti locali non siano finanziati adeguatamente per effettuare le disinfestazioni necessarie, e che in alcuni ospedali manchi la figura dello specialista in malattie infettive». L’annuncio è accompagnato da un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute.
In conclusione
Il West Nile non è una novità. È un virus noto e monitorato da anni, e l’Italia dispone di strumenti efficaci per contenerlo. Ma ora serve una risposta concreta e tempestiva:
✅ Disinfestazione estesa e continuativa su tutto il territorio
✅ Sorveglianza sanitaria e veterinaria potenziata
✅ Comunicazione chiara e non allarmistica ai cittadini
La salute pubblica si tutela anche così: con organizzazione, buon senso e azioni coordinate.
L’appello resta forte: “Prevenire oggi, per non rincorrere domani”.
Ciro Crescentini
