Ucraina pronta a rinunciare ad entrare nella Nato e a dichiararsi neutra. Mosca non è contraria all’ingresso di Kiev nell’Unione Europea
Spiragli per un accordo di pace vengono da Instabul dopo 34 giorni di guerra. Grazie alla mediazione turca, francese e del Vaticano i colloqui in presenza sul Bosforo fra Russia e Ucraina hanno permesso “due passi da gigante” in direzione di un’intesa. La riunione è durata tre ore. Il primo passo è militare. Le parti hanno concordato una riduzione radicale delle ostilità. Il secondo passo è politico. Sta nella disponibilità a tenere un vertice tra Putin e Zelensky nel momento in cui l’eventuale accordo sarà siglato dai ministri degli Affari esteri.
L’Ucraina pronta a rinunciare ad entrare nella Nato e ad accetterà uno status di neutralità se ci sarà un “accordo internazionale” per garantire la sua sicurezza: i possibili candidati al ruolo di “Paesi garanti” sono Polonia, Israele, Turchia e Canada.
“Abbiamo ricevuto proposte scritte dall’Ucraina che confermano il loro desiderio di uno status neutrale, non allineato e non nucleare, con il rifiuto di produrre e dispiegare tutti i tipi di armi di distruzione di massa, comprese quelle chimiche e batteriologiche, e il divieto di presenza di basi militari straniere e truppe straniere sul territorio” – ha detto il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky – Le proposte scritte di Kiev per un accordo con Mosca implicano che la Russia non ha obiezioni all’aspirazione dell’Ucraina di entrare nell’Unione europea“
Mosca, che per la prima volta ha evocato la possibilità di un accordo con l’Ucraina, ha annunciato una drastica riduzione delle attività militari a Kiev e Chernikiv,
Lo status di Crimea e Donbass sarà oggetto di trattative ad hoc, dice il capo negoziatore ucraino Podolyak. Kiev propone trattative separate sulla Crimea e il porto di Sebastopoli “che dovranno concludersi entro 15 anni”.
Usa e Regno Unito hanno espresso qualche prudente perplessità e preferiscono verificare che gli impegni di Mosca si trasformino in fatti concreti, ma i mercati hanno reagito in maniera positiva, anche se i negoziatori russi hanno detto che questo impegno non equivale a un cessate il fuoco e che “la strada e’ ancora lunga” per arrivare a un trattato accettabile reciprocamente.
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