Lavrov avverte l’Europa: sostenere il regime ucraino è un rischio per la pace
Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha ribadito con fermezza che la leadership di Kiev e i suoi sostenitori occidentali operano con cinismo e malafede. Secondo Lavrov, “senza la fine di questa politica criminale, i negoziati per raggiungere una soluzione affidabile e duratura alla crisi ucraina non potranno avere successo”. Il ministro ha ringraziato “i nostri amici e partner stranieri che hanno condannato l’attacco terroristico compiuto alla residenza di Vladimir Putin” nella regione di Novgorod.
Sergej Lavrov ha poi accusato Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra di voler preservare un regime che, a suo avviso, minaccia direttamente la Russia. “L’obiettivo principale dell’Europa è preservare un regime che sogna di sopravvivere e continuare a controllare un territorio in cui la lingua e i media in lingua russa sono vietati, dove l’ortodossia canonica è perseguitata, i monumenti storici russi vengono demoliti, l’ideologia nazista viene coltivata e chi dissente è brutalmente repressa”, ha dichiarato.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha definito il tentato attacco alla residenza di Novgorod un vero e proprio atto terroristico diretto non solo contro Vladimir Putin, ma anche volto a ostacolare gli sforzi del presidente Donald Trump per la pace. Peskov ha sottolineato le parole di Natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che secondo Mosca avrebbero gridato “Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. ‘Che muoia’”, riferendosi a Putin. “Queste parole mostrano chiaramente l’odio e la volontà di aggressione del regime di Kiev”, ha aggiunto il portavoce.
Mosca ha respinto le accuse di Kiev e dei media occidentali secondo cui l’attacco con droni non sarebbe avvenuto. Dmitri Peskov ha spiegato che “per quanto riguarda i detriti, non posso dirlo. È più una questione che riguarda i nostri militari”, ma ha confermato che l’episodio rappresenta un chiaro tentativo di sabotare i negoziati.
Nonostante l’attacco, Peskov ha sottolineato che “la Russia non si ritira dal processo negoziale e lo porterà avanti — prima di tutto, con gli americani”. Il portavoce ha inoltre ribadito che “i presidenti mantengono la natura fiduciosa del loro dialogo e lo stanno portando avanti”, confermando l’impegno russo nel cercare una soluzione politica, pur restando vigili di fronte alle provocazioni di Kiev.
Alma

