Torna il colera in Campania

Ricoverati al Cotugno di Napoli, una madre e suo figlio di 2 anni. Erano da poco rientrati dal Bangladesh

In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. E oggi a Napoli, purtroppo si torna a parlare di colera. Dall’ospedale Cotugno, infatti, arriva la notizia che sono stati registrati ben due casi dell’infezione dell’intestino tenue, causata dal batterio Vibrio Cholerae, che in passato è stata fin troppo mortale. A contrarre il virus sono una donna e il suo bambino di due anni, residenti a Sant’Arpino, un piccolo centro della provincia di Caserta. I due erano da poco rientrati da un viaggio in Bangladesh, quando hanno iniziato ad accusare i sintomi della malattia, che provoca diarrea acuta e vomito costante che portano ad una rapida disidratazione. Insospettiti, i familiari della donna e del bambino hanno ritenuto opportuno, portare i due in ospedale. Ma visto che i primi accertamenti non davano risposte, si è pensato di trasferire il piccolo presso l’ospedale Santobono e la madre presso l’ospedale Cotugno di Napoli, dove dopo i primi controlli di rito, e fatte le dovute analisi, è stata fatta la diagnosi. Una diagnosi di quelle che nessuno si aspettava: Colera. Così il bambino è stato trasferito nello stesso ospedale dove si trovava la madre ed entrambi sono stati immediatamente messi in isolamento. Dal nosocomio napoletano fanno sapere che “La situazione è del tutto sotto controllo. Entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. Immediatamente – ha detto Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera dei Colli (che comprende gli ospedali Monaldi, Cotugno e Cto) è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli. Tutti i familiari e le persone che in questi giorni e in queste ore sono entrate in contatto con madre e figlio sono state poste sotto controllo e resteranno sotto stretta osservazione per le prossime 72 ore”. Dall’ospedale fanno sapere che sono “stazionarie” le condizioni dei due, ma mentre per la madre i medici non nutrono preoccupazioni, il bambino sembra essere più grave. Infatti, per lui è stato necessario anche il ricovero per alcune ore in sala di rianimazione, per poi trasferirlo nel reparto di malattie infettive. Era dal 2008 che non si registravano in Italia casi di colera importato.

                                                                                                Monica De Santis

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