Taglio ai vitalizi, i big colpiti in Campania

Da De Mita a Bassolino (che ne percepisce due, c’è pure la Regione): lunghissima la lista di ex che subiranno la delibera depositata da Roberto Fico, presidente della Camera

L’ex ministro Paolo Cirino Pomicino di dispera: “Queste misure sui vitalizi altro non sono che la riduzione di una parte delle libertà dei parlamentari”. Infuria il dibattito sulla delibera taglia-vitalizi dell’ufficio di presidenza della Camera, già depositata dal presidente Roberto Fico e prossima ad essere votata. Oggi Pomicino prende 4.700 euro netti, con la riforma gliene rimarranno solo 2.500. Lo hanno praticamente ridotto in miseria. Tra i big campani della prima e della seconda repubblica, sono i tanti che vedranno dimagrire l’agognata “pensione” parlamentare. Ciriaco De Mita percepisce 5800 euro al mese: dovrà accontentarsi di “appena” 3.846.  Antonio Bassolino ne intasca 2.855, ma il taglio lo porterà a 1.713. L’ex governatore campano conta però sul doppio vitalizio, perché la Regione gliene eroga altri 3.480 al mese, e quelli non saranno toccati. Un altro ex presidente della Regione Campania è Nicola Mancino: il suo assegno di ex parlamentare passerà da 6.939 a 4.193. Identica sforbiciata la subirà Clemente Mastella. Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Ambiente, scenderà invece da 5.115 a 3.069.

Con la riforma dei regolamenti interni delle Camere del 2012, l’assegno vitalizio di deputati e di senatori è stato abolito e al suo posto è stato istituito un sistema di tipo previdenziale. Ma i parlamentari cessati dal mandato prima del 2012 hanno continuato a percepire gli assegni pre-riforma, mentre a quelli rieletti dopo la riforma  viene applicato un sistema pro-rata, basato in parte sulla quota di assegni vitalizi effettivamente maturata al 31 dicembre 2011 e in parte sulla quota calcolata con il nuovo sistema contributivo. Negli allegati gli elenchi di tutti i percettori.

Gianmaria Roberti

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