Fast food e mensa ferroviaria verso la chiusura, presidì in corso e tavoli istituzionali aperti tra Prefettura e Regione
Secondo una ricostruzione che al momento non trova conferme ufficiali, le due vertenze occupazionali che stanno mettendo in difficoltà oltre quaranta lavoratori all’interno della stazione centrale di Napoli potrebbero essere legate a un più ampio progetto di rinnovamento dell’hub ferroviario cittadino. Un’ipotesi che circola tra addetti ai lavori e sindacati, mentre per i dipendenti coinvolti il futuro resta appeso a decisioni ancora tutte da chiarire.
Da tre mesi, ormai, i lavoratori di un fast food situato all’ingresso principale della stazione presidiano l’area per contestare la cessazione anticipata del contratto di locazione. L’accordo tra la società che gestisce l’attività — con 28 dipendenti — e Grandi Stazioni, proprietaria degli spazi, ha portato alla chiusura del punto vendita e alla conseguente sospensione del servizio. Un epilogo che rischia di tradursi nella perdita del posto di lavoro per decine di persone.
Nel tentativo di individuare una via d’uscita, è stato attivato un tavolo permanente in prefettura, mentre per martedì è previsto un confronto in Regione. Sullo sfondo ci sarebbe l’interesse di un imprenditore a rilevare l’attività, ma la questione centrale resta la disponibilità di locali alternativi che consentano di garantire la continuità del servizio di ristorazione all’interno della stazione.
A questa vicenda si affianca un’altra chiusura destinata a far discutere: quella della storica mensa ferroviaria, punto di riferimento non solo per il personale delle ferrovie ma anche per pendolari e viaggiatori. Dal 28 febbraio, se non interverranno soluzioni dell’ultimo momento, quindici addetti rischiano di restare senza lavoro.
I sindacati chiedono un intervento immediato e chiamano in causa le istituzioni e Ferservizi, la società del Gruppo FS che gestisce il servizio di ristorazione attraverso l’affidamento alla Elior per conto di RFI. L’obiettivo è l’apertura di un nuovo bando o di una manifestazione di interesse pubblica che permetta di salvaguardare l’occupazione e assicurare la continuità di un servizio considerato essenziale all’interno dello scalo.
In attesa di decisioni ufficiali, le due vertenze continuano a intrecciarsi sullo sfondo di una stazione che potrebbe cambiare volto, mentre per decine di lavoratori l’incertezza resta l’unica certezza.
Ciro Crescentini
