Siria, gli Usa valutano l’intervento militare

La Casa Bianca pensa alla rappresaglia per l’attacco con armi chimiche. Intanto sono saliti a 86 i morti

In serata il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha riferito che al presidente sono state presentate “molte opzioni” sulla Siria. Donald Trump sta considerando la possibilità di un’azione militare in Siria, come rappresaglia per l’attacco con armi chimiche. Lo ha detto lo stesso presidente a membri del Congresso, stando a quanto riferisce la Cnn citando fonti. “Qualcosa dovrebbe accadere con Assad” ha detto conversando con i giornalisti l’inquilino della Casa Bianca spiegando che potrebbe presto parlarne col presidente russo Vladimir Putin. E il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha rincarato: “Non ci sono dubbi” sul fatto che il regime di Assad è responsabile per l’attacco chimico di Idlib. Tillerson ha sottolineato come l’attacco richiede una “risposta seria”. “Sono in corso sforzi da parte della coalizione internazionale per rimuovere dal potere Bashar al Assad. Ritengo importante che Mosca consideri attentamente il suo sostegno al regime” ha aggiunto il capo della diplomazia Usa.

La Russia, dal canto suo, sostiene che il supporto al presidente siriano Bashar al Assad non è incondizionato. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha aggiunto che Mosca chiede una esauriente indagine sull’attacco.

Ma Putin, in una conversazione telefonica con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha però precisato: “E’ inaccettabile accusare qualcuno” per il presunto attacco chimico “finché non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale”.

Intanto sono saliti a 86 i morti per l’attacco di martedì nella provincia di Idlib, in cui sarebbero state utilizzate armi chimiche. Lo ha reso noto l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, aggiungendo che tra le vittime ci sono 30 bambini e 20 donne.

 

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