VI Municipalità, dirigenti e sindacati denunciano edifici fatiscenti e fondi insufficienti: “Così il diritto allo studio è a rischio”
La scuola torna al centro del dibattito pubblico a Napoli Est, ma senza l’assessora comunale all’Istruzione Maura Striano. L’assenza di Maura Striano, regolarmente invitata, ha pesato sulla seduta del Consiglio della VI Municipalità (Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio), dedicata all’emergenza dell’edilizia scolastica nel quadrante orientale della città.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Sandro Fucito, che ha ricordato un dato allarmante: su un territorio di 21 chilometri quadrati insistono 62 edifici scolastici, molti dei quali in condizioni strutturali precarie, a fronte di appena 170 mila euro assegnati alla Municipalità per la manutenzione. Una cifra giudicata del tutto insufficiente.
Dirigenti scolastici e sindacati: “Situazione insostenibile”
In aula erano presenti numerosi dirigenti scolastici e rappresentanti sindacali (Cgil e Csa), determinati a portare la voce delle scuole. Le testimonianze hanno delineato un quadro grave e diffuso.
All’Istituto Comprensivo Toti-Borsi-Giurleo la palestra è inutilizzabile. Al Madre Claudia Russo–Solimena diverse aule sono interdette per infiltrazioni d’acqua: guaine da rifare, crepe, spazi insufficienti. Ancora più critica la situazione dello Scialoja-Cortese-Rodinò, articolato su otto edifici: infiltrazioni estese, crolli, bagni chiusi, aule al buio, spazi interdetti e ascensori spesso non funzionanti per gli alunni con disabilità.

Problemi analoghi sono stati segnalati anche al Porchiano-Bordiga (bagni del tempo pieno chiusi), alla Vittorino da Feltre e all’Istituto Comprensivo Aldo Moro. Piani interdetti, doppi turni, impianti vetusti e barriere architettoniche non risolte rendono sempre più difficile garantire il diritto allo studio.
“Ogni dirigente gestisce in media circa 2 mila studenti. Serve un’interlocuzione continua con il Comune. Il diritto allo studio deve essere garantito ovunque”, ha sottolineato uno dei presidi.

Una richiesta collettiva: mappatura e interventi strutturali
Dall’Istituto Comprensivo Aldo Moro è arrivato un appello alla condivisione delle responsabilità: “I problemi vanno affrontati collettivamente, non scuola per scuola”. Da qui la proposta di una mappatura completa di tutti gli edifici scolastici della Municipalità e l’ipotesi di una mobilitazione a Palazzo San Giacomo per richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale.
Tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione della sesta municipalità hanno chiesto interventi strutturali seri e programmati per le scuole di Napoli Est. Per dirigenti, consiglieri e sindacati, la questione è educativa e sociale prima ancora che amministrativa: se su 333 scuole cittadine tutti gli studenti hanno diritto a spazi sicuri e dignitosi, questo diritto non può dipendere dal quartiere in cui si vive.
Il caso De Filippo: “la montagna ha partorito il topolino”
Forti critiche sono state rivolte anche all’assessora Striano e alla gestione del caso dell’Istituto Comprensivo Eduardo De Filippo. Dopo settimane di caos, proteste e scuole chiuse, il Comune ha optato per una soluzione definita da molti come puramente tampone.
La decisione di trasferire temporaneamente gli alunni in un edificio attiguo, ristrutturato con fondi PNRR, viene presentata come risolutiva. In realtà si tratta di una struttura nata con tutt’altra destinazione: una casa per le famiglie, più volte indicata dalla stessa giunta come fiore all’occhiello delle politiche sociali. Un immobile che, per progettazione e finalità, non può essere trasformato in scuola senza sollevare seri interrogativi sul rispetto delle finalità dei fondi europei e sulla sicurezza.
Dopo la chiusura dell’istituto, avvenuta il 19 dicembre per le pessime condizioni dei bagni e dell’impianto fognario, e dopo il fallimento degli interventi tampone della Municipalità, il Comune ha di fatto “spostato” il problema.
Ciro Crescentini

