Dopo Vitale e Mele, l’ente si prepara a una nuova fase tra riorganizzazione e tensioni interne
Cambio ai vertici del Formedil Napoli, l’ente bilaterale che opera nel campo della formazione professionale e della prevenzione della sicurezza sul lavoro nel settore edile. Con la scadenza naturale del mandato lasciano la presidente, l’architetto Roberta Vitale, e il vicepresidente Giuseppe Mele, al termine di una gestione che ha puntato con decisione su innovazione, visibilità e apertura al mondo giovanile.
Durante il loro mandato, Vitale e Mele hanno promosso una strategia orientata alla modernizzazione dell’ente, con una particolare attenzione all’uso di simulatori didattici di ultima generazione: dal simulatore antincendio a quello per il montaggio dei ponteggi, fino ai simulatori per l’utilizzo delle macchine edili. Strumenti capaci di riprodurre scenari reali in ambienti protetti, migliorando l’apprendimento delle competenze tecniche e aumentando la consapevolezza dei rischi professionali.
Una visione che ha posto al centro anche il linguaggio dei giovani, puntando su tecnologie immersive e digitali per rendere il settore dell’edilizia più attrattivo e in linea con la sua evoluzione tecnologica. In questo quadro si inserisce anche la capillare attività di sensibilizzazione nelle scuole, con progetti di orientamento e sicurezza finalizzati a stimolare nuove vocazioni professionali.
Altro asse strategico è stato il supporto alle piccole e medie imprese edili, che grazie al Formedil Napoli hanno potuto accedere a tecnologie avanzate – come stampanti 3D, frese CNC e simulatori – normalmente riservate alle grandi aziende. Un’azione che ha contribuito a ridurre il divario tecnologico nel settore.
Sotto la guida di Vitale e Mele, insieme al direttore uscente Mattia D’Acunto, l’ente ha inoltre investito fortemente sulla comunicazione, creando un’area dedicata che ha aumentato in modo significativo la visibilità del Formedil sui principali canali social e nel dibattito pubblico.
Ombre organizzative e nodo del merito
Nonostante gli sforzi e i risultati raggiunti, il Formedil Napoli è finito negli ultimi mesi sotto i riflettori anche per criticità interne. In particolare, l’Area Ricerca, Sviluppo e Formazione Professionale – considerata strategica per l’innovazione – è rimasta di fatto inattiva, senza produrre piani operativi concreti.
Un limite non secondario, considerando che un’area di questo tipo dovrebbe rappresentare il motore dell’ente: analisi dei fabbisogni formativi del settore edile, progettazione di corsi aggiornati su sicurezza, digitalizzazione e normative, introduzione di nuovi strumenti didattici, monitoraggio della qualità formativa, creazione di reti con università e imprese, gestione di finanziamenti nazionali ed europei, aggiornamento continuo di docenti e tecnici.
Il mancato avvio delle attività da parte dell’attuale responsabile dell’area evidenzia una criticità organizzativa che, secondo più osservatori, sarebbe aggravata da logiche interne poco trasparenti, dove il familismo e gli equilibri sindacali sembrerebbero prevalere sul merito e sulle competenze.
In questo contesto, il percorso di innovazione avviato da D’Acunto insieme a Vitale e Mele rischia di rimanere incompiuto, lasciando sospesi processi strategici che avrebbero potuto rafforzare la credibilità e la modernità dell’ente in una fase di forte attenzione pubblica.
Tensioni, attacchi e comunicazione cancellata
La presidenza Vitale è stata inoltre oggetto di attacchi duri e personali da parte di alcuni dirigenti sindacali – peraltro consiglieri di amministrazione dell’ente. Sindacalisti – consiglieri che hanno continuato ad affermare il solito protagonismo e la difesa vecchie logiche basate sul familismo. Un clima che ha contribuito a rendere più complesso il lavoro di riforma.
A ciò si aggiunge, secondo quanto trapela, la soppressione dell’Area Comunicazione, una scelta che segnerebbe un netto passo indietro rispetto alla trasparenza e alla visibilità conquistate negli ultimi anni, aprendo all’ipotesi di una futura esternalizzazione delle attività comunicative.
Le incognite future
Le indiscrezioni sulle prossime decisioni organizzative alimentano ulteriori preoccupazioni tra i lavoratori e le lavoratrici dipendenti: dall’affidamento di sopralluoghi e docenze a consulenti esterni, con un possibile ridimensionamento del ruolo dei tecnici dipendenti del Formedil Napoli, fino a una profonda riorganizzazione interna destinata a generare tensioni. Previsto anche un nuovo sistema di rilevazione delle presenze, con modalità di timbratura aggiornate per il personale tecnico.
Secondo le informazioni circolate, la presidente Vitale dovrebbe essere sostituita dall’ingegnere Antonio Giustino, già presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Edili dell’Acen. Quarantadue anni, napoletano, laureato in ingegneria alla Federico II, Giustino è un costruttore di quarta generazione.
Resta ora da capire se il cambio al vertice rappresenterà una continuità nel segno dell’innovazione o un ritorno a logiche più tradizionali condizionate dal conservatorismo di alcune forze sindacali presenti nel consiglio di amministrazione. La vera sfida, per il futuro del Formedil Napoli, sarà dimostrare che merito, competenze e modernizzazione non siano solo parole, ma criteri concreti di governo dell’ente.
Red
