Scuola, mensa negata al 67% degli alunni in Campania

Aumenta il gap nord-sud. A Napoli usufruisce del servizio soltanto il 34% degli scolari, a Salerno il 18%

Allarme mense scolastiche in Campania, un servizio negato al 66,6% degli alunni. A Napoli lo offre il 71% degli istituti, ma ne usufruisce soltanto il 34% degli scolari: il motivo è che, nei plessi, non tutte le sezioni attuano il tempo pieno o prolungato, t. A Salerno, invece, solo il 24% delle scuole offre il servizio, utilizzato dal 18% degli alunni. E nell’ultimo anno scolastico, il comune di Napoli è in fondo alla classifica della spesa pro capite per servizi ausiliari all’istruzione (11,88 euro), nei quali rientrano i pasti a scuola: solo Palermo, Messina e Siracusa fanno peggio. Sono i risultati dal nuovo rapporto “(Non) Tutti a Mensa 2018” dell’organizzazione internazionale Save the Children. Dalle cifre, elaborate su dati del Miur, emerge come aumenti il gap tra nord e sud del Paese, dove la mensa è un diritto negato a metà degli scolari (49%) delle primarie e secondarie di primo grado. Il rapporto sostiene che nessuna scuola (0%) a Napoli e Salerno è dotata di cucina interna. Pertanto, i pasti vengono sempre cucinati all’esterno dei plessi. Tanto a Napoli (30,7%) quanto a Salerno (36%), tuttavia, è richiesta una bassa compartecipazione del 36% alla spesa per il servizio. Come pure contenute risultano le tariffe minime per le primarie: a Napoli 0,75 euro, Salerno 0,35 euro (solo a Palermo è minore). La massima, viceversa, a Napoli è di 4,5 euro e a Salerno di 3,6 euro. Ma se Napoli prevede l’esenzione tariffaria per motivi sociali, Salerno (assieme a Vicenza) è l’unico Comune a non prevedere alcun tipo di esonero dal pagamento. Salerno, inoltre, finisce nel mirino per la tolleranza zero nel capitolo morosità, politica prevista solo da nove amministrazioni. Anche perché i morosi sono addirittura lo 0%. Per l’organizzazione costituiscono un “caso” i Comuni che “a fronte di un basso tasso di morosità praticano comunque l’esclusione dei bambini”. Infine, tanto l’amministrazione partenopea quanto quella salernitana si misurano con la lotta all’obesità infantile. Palazzo San Giacomo, in particolare, porta avanti un progetto di educazione ai corretti stili alimentari, rivolto all’intero nucleo familiare.

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