Scotti torna in Italia tra pochi giorni. E se parla il boss di Casoria sono dolori per tanti

L’ex superlatitante sarà estradato entro il 19 marzo. Ha tanti segreti da raccontare sui misteri del Belpaese e molta gente da far tremare

Arriverà, ormai è fatta. E se deciderà di parlare saranno dolori per tanti. Si sblocca l’iter per l’estradizione di Pasquale Scotti. Il governo brasiliano ha accolto la richiesta del guardasigilli Andrea Orlando e reso operativa la procedura per il ritorno in Italia del boss cutoliano, latitante per oltre 30 anni. Pasqualino ‘o collier sarà condotto in un carcere italiano entro il prossimo 19 marzo. Condannato per omicidio volontario e concorso in omicidio volontario, sconterà la pena di 30 anni di reclusione, comprensiva del periodo di detenzione in Brasile, come richiesto dall’autorità giudiziaria brasiliana ai sensi del Trattato bilaterale in materia di estradizione. Il via libera definitivo è giunto con una comunicazione del Ministero degli Esteri del Brasile dello scorso 29 febbraio, in risposta ad una nota inviata da via Arenula pochi giorni prima. La procedura di estradizione era iniziata con la richiesta seguita all’arresto avvenuto lo scorso maggio a Recife, e proseguita con le due decisioni favorevoli della Corte Suprema Federale del Brasile del 20 ottobre e del successivo 15 dicembre 2015. Scotti torna in Italia, ma resta da vedere con quali intenzioni. Indiscrezioni pubblicate da ilfattoquotidiano.it fanno supporre una volontà di collaborare con la giustizia. Prima di tagliare la corda nel 1984, il boss confidò al magistrato Vincenzo Scolastico la possibilità di rivelazioni sull’omicidio del banchiere Roberto Calvi. L’ultimo sussulto di un pentimento smentito dalla fuga trentennale, che ha visto il ragazzo di Casoria e i suoi misteri ingoiati da una rete di protezioni.

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