Salvini vede Orban, fuori in migliaia protestano

Incontro nella prefettura di Milano tra il ministro degli interni e il premier ungherese, si salda l’asse sovranista: “Fermare l’immigrazione e cambiare i trattati europei”. All’esterno la manifestazione dei contestatori. Vernice rossa sui muri del consolato magiaro: simboleggia il sangue dei migranti morti in mare

E venne il giorno dell’incontro tra Matteo Salvini e Viktor Orban in Prefettura a Milano. Dentro l’asse sovranista, fuori in migliaia a protestare. E un blitz antagonista imbratta pure di vernice rosso “sangue” il consolato ungherese. “Siamo vicini a una svolta storica per il futuro dell’Europa – dice il ministro degli interni leghista-: oggi comincia un percorso di incontri, ce ne saranno tanti altri”. E il premier ungherese di rimando: “Quando tutti al Parlamento europeo mi attaccavano, Salvini mi difese. Io non dimentico e lo ringrazio”. Orban non risparmia gli elogi.  Con  Salvini “vorrei fare una conoscenza personale. Lui è il mio eroe – dice il premier ungherese uscendo dal ristorante in cui aveva pranzato prima dell’incontro ufficiale-.È un mio compagno di destino sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Sono un grande estimatore e ho alcune esperienze che forse potrei condividere con lui”. Al centro del faccia a faccia, ovviamente, c’è il tema migranti. “I Paesi si suddividono in due grandi blocchi – sostiene Orban – Bruxelles dice, e così tedeschi, francesi e spagnoli, che la loro politica consiste nel gestire al meglio l’immigrazione. In tutti i documenti europei si dice questo. Noi, che siamo nel campo opposto, diciamo invece che l’obiettivo è fermarla. Per questo noi e Salvini abbiamo la stessa posizione”. Il leader della Lega chiarisce, se ce ne fosso bisogno, che “lavoriamo insieme per una futura alleanza che riporti al centro i valori che i nostri movimenti e i nostri governi rappresentano. Ovviamente cambiare i trattati Ue, non solo sull’immigrazione è impegno del governo. Chiediamo collaborazione – aggiunge – anche a Macron, che passa il suo tempo a dare lezioni a governi stranieri: dia l’esempio aprendo Ventimiglia”.

 

Mentre i due si stringono la mano, in piazza San Babila c’è la manifestazione di protesta “Europa senza muri”, organizzata dalle sigle in favore dell’accoglienza ai migranti. Al corteo aderiscono partiti come il Pd, LeU e Possibile,  ma anche l’Anpi, i sindacati confederali, centri sociali e collettivi studenteschi. I manifestanti sono guardati a vista da un imponente cordone di forze dell’ordine. L’accesso a corso Monforte, dove si trova la prefettura, è bloccato da camionette della polizia e da agenti in tenuta anti sommossa. Gli organizzatori gridano: “Siamo 15mila”. La protesta è pacifica, ma la contestazione colpisce il consolato generale dell’Ungheria, in zona Missori. Sui muri compare vernice rossa come il sangue dei migranti periti in mare, e pure due striscioni:  “I vostri confini uccidono Salvini e Orbàn complici di razzismo e paura” e “La nostra Europa non ha confini, refugees welcome”.

(Foto Matteo Salvini/Facebook-FO84/Twitter)


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