Ripetitori Cavalleggeri d’Aosta, De Magistris non era stato informato

 

L’amministrazione di Palazzo San Giacomo ha chiesto alla Mostra di sospendere i lavori, i cittadini continuano la lotta

La vicenda relativa all’affitto dei tre piloni dell’ex funivia di Fuorigrotta alla Tim per la realizzazione di ripetitori telefonici sta assumendo aspetti torbidi e ambigui. Stamattina si è svolta una riunione della  commissione ambiente del consiglio comunale presieduta da Marco Gaudini. Alla riunione era presente l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo,  componente della giunta guidata di Luigi De Magistris che spesso svolge il compito di “stemperare la tensione”, buttare l’acqua sul fuoco, depotenziare qualsiasi forma di conflitto sociale. Assenti i vertici dell’ente Mostra d’Oltremare, la partecipata comunale che ha affittato dei tre manufatti pubblici alla T.M.B per conto della Tim. Assenti i componenti della “direzione centrale ambiente, tutela del territorio e del mare, servizi controlli ambientali” che hanno autorizzato l’avvio dei lavori e l’installazione degli impianti con il meccanismo del “silenzio assenso”. Assente il vice sindaco e assessore all’ambiente, Raffaele del Giudice.  Assenze, atti e decisioni duramente contestati dai consiglieri  gruppi dell’opposizione, in primis dal Movimento 5 Stelle e da molti esponenti della maggioranza che sostiene il governo cittadino di Palazzo San Giacomo.

Contestate le scelte politiche, urbanistiche e amministrative assunte da una società di proprietà comunale, il mancato coinvolgimento dei cittadini e degli organismi istituzionali territoriali. Una incredibile fuga in avanti. E non finisce qui.  Secondo indiscrezioni trapelate dalla sede comunale di Piazza Municipio, il sindaco Luigi de Magistris non sarebbe stato informato sulla manifestazione di interesse indetta dalla Mostra d’Oltremare per l’affitto dei tre piloni alla Tim. Un comportamento, un metodo scorretto che avrebbe fatto seriamente arrabbiare il primo cittadino partenopeo. Immediatamente è stata inviata una nota ai vertici della Mostra d’Oltremare con la formale richiesta di sospensione dei lavori.  La giunta municipale e gli uffici si sono presi del tempo per esaminare la documentazione prodotta dai vari gruppi e alcune istanze del Movimento 5 Stelle. In particolare si procederà all’analisi dei piloni per capire se c’è presenza di amianto o se gli stessi sono esclusivamente composti da cemento. La lotta continua. “Malgrado gli impegni assunti stamani in commissione ambiente del Comune di Napoli, la mobilitazione non si ferma perché solo questa può garantire la sicurezza e la trasparenza su quanto verrà realizzato o meno su questo territorio – sottolineano i comitati –  Inoltre richiediamo un monitoraggio sui ripetitori e l’inquinamento elettromagnetico in zona”. I cittadini chiedono la rescissione del contratto di affitto dei piloni, valutando una diversa destinazione d’uso dei piloni. “Sono strutture pubbliche non possono essere concesse ai privati” – puntualizzano i cittadini di Cavalleggeri d’Aosta. La riunione di oggi della commissione consiliare è un primo passo in avanti. La lotta ha pagato e si è aperta discussione vera sull’opportunità di affittare beni comuni, la loro destinazione d’uso e l’attivazione di atti politici  conseguenti.

                                                                                                             Ciro Crescentini

 

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