L’ex assessore alle Politiche Sociali denuncia la repressione della solidarietà a Napoli
Sergio D’Angelo, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e candidato alle elezioni regionali con la lista Avs a sostegno di Roberto Fico, è stato rinviato a giudizio per una manifestazione non autorizzata. Lo ha annunciato lo stesso D’Angelo sui social, spiegando che l’atto gli è stato notificato dalla Questura.
Secondo l’accusa, D’Angelo avrebbe “promosso riunioni pubbliche per chiedere la salvaguardia dei livelli occupazionali” dei lavoratori della cooperativa Gesco, licenziati senza preavviso. “Eravamo in piazza, pacificamente”, ha dichiarato l’ex assessore, sottolineando che la protesta era condotta con compostezza e dignità.
D’Angelo ha evidenziato anche la tempistica dell’atto: “Succede proprio adesso, a quattro settimane dal voto. Una coincidenza che faccio fatica ad accettare serenamente”. L’esponente politico ha poi ribadito il senso della sua azione: difendere i lavoratori e garantire assistenza a anziani, disabili e persone con fragilità psichica.
“Un Paese in cui la solidarietà diventa un reato e la protesta pacifica un crimine è un Paese che ha smarrito la propria coscienza”, ha scritto D’Angelo.
La vicenda rifletta gli effetti del decreto sicurezza che sostanzialmente limita il diritto di manifestare alimentando una serio problema per la democrazia nel nostro Paese.
Ciro Crescentini

