Referendum costituzionale, ok dalla Cassazione: data, pressing contro la melina di governo

Il governo ha sessanta giorni per scegliere il giorno della consultazione. M5S: “Renzi la indichi immediatamente e non rinvii in attesa di sondaggi favorevoli. Altrimenti porremo in essere tutte le iniziative democratiche a nostra disposizione”

La Corte di Cassazione ha dato il via libera al referendum costituzionale sul ddl Boschi. Ora il governo ha sessanta giorni per scegliere la data del referendum. Al momento si ipotizzano il 13 o il 20 novembre, anche se non si esclude il 27. Ma sul giorno della consultazione cresce il pressing dell’opposizione più intransigente.

 

“Ora che la Corte di Cassazione si è pronunciata – afferma una nota congiunta dei parlamentari M5s – Renzi deve smetterla di prendere in giro i cittadini italiani e indicare immediatamente la data in cui si andrà a votare per il referendum costituzionale. Ogni altro vergognoso tentativo di rimandare il voto alle calende greche, oltre a quelli messi in atto fino ad ora rappresenterebbe una grave violazione delle regole democratiche e una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani. Siamo stanchi dei soprusi della casta e dei ladri di democrazia che, con lo stravolgimento dei principi fondamentali sanciti dalla riforma costituzionale voluta dal trio Renzi-Boschi-Verdini e con i loro giochini di palazzo, cercano di erodere il cardine della sovranità popolare. L’esecutivo la smetta con questa condotta antidemocratica altrimenti porremo in essere tutte le iniziative democratiche a nostra disposizione affinché i cittadini possano esprimersi al più presto su un tema così delicato e importante come questo. Abbiamo compreso che Renzi, il quale prima affermava che il referendum si sarebbe svolto il 2 ottobre, vuole far votare gli italiani solo quando avrà in mano sondaggi positivi, ma si è superato ampiamente il limite”.

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