La trasmissione ospita figlia e nipote del presunto boss: “Era buono come il papa”

ROMA – Chissà che effetto ha fatto a Bruno Vespa sentir nominare Papa Wojtyla nello studio in cui il Pontefice telefonò al conduttore di Porta a Porta, che per l’emozione regalò una lacrimuccia furtiva ai telespettatori. Chissà che effetto gli ha fatto sentir paragonare il papa polacco a Vittorio Casamonica, di bianco vestito, col crocifisso al collo, nel celebre manifesto sulla chiesa di don Bosco. “Era buono come lui”. E’ una delle scene memorabili della puntata di ieri, che insidia per volume di polemiche il funerale show del “Re di Roma”. E mentre l’irreprensibile mondo politico tuona contro la trasmissione-scandalo a suon di comunicati, immancabile arriva il Codacons, che chiede di conoscere i costi sostenuti dalla Rai per ospitare la figlia ed il nipote del padrino. “No, non era una boss” insorge Vera Casamonica, rivendicando di “non aver preso neppure una multa in vita sua”. “Io quel funerale lo rifarei tale e quale – sottolinea la donna – anche con l’elicottero ed i petali di rosa. E poi quale colpa abbiamo noi se il pilota ha sorvolato il centro di Roma dove non si poteva? Era lui che doveva dirci che era vietato”. “Ma adesso ci fate proprio fessi a noialtri” l’eloquente chiosa di Vespa.

(Foto Raiuno)

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