Pd, Renzi si arrende: congresso prima delle elezioni

Il segretario: “Facciamo il congresso e chi perde il giorno dopo dia una mano, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi vince le primarie, non faccia quanto avvenuto a Roma”

Di fronte ai venti di scissione e allo sfaldarsi della sua maggioranza, Renzi si arrende: il Pd celebrerà il congresso prima delle elezioni. “Credo che sia buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l’invito a fare il congresso prima delle elezioni”. Queste le parole del segretario all’attesa direzione del partito. Renzi afferma che “si chiude un ciclo, io sono segretario dal febbraio del 2013, ho preso il Pd che aveva il 25% e nell’unica elezione politica nazionale che c’è stata l’ho portato al 40,8%”. Ma se nel discorso parla della rovinosa sconfitta del 4 dicembre, omette di citare il ko alle ultime amministrative.

“Non possiamo più prendere in giro la nostra gente – dice Renzi – potete prendere in giro me ma non la nostra gente. Nel pieno rispetto dello statuto, con le stesse regole dell’ultima volta si faccia il congresso. Così che non si discuta da domani sulle regole. Ma torni la politica”. “Io – aggiunge il leader – non sarò mai il custode dei caminetti, preferisco il mare aperto della sfida che la palude. Facciamo il congresso e chi perde il giorno dopo dia una mano, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi vince le primarie, non faccia quanto avvenuto a Roma”. La direzione del Partito democratico ha approvato l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza per avviare subito, con un’assemblea che si svolgerà tra sabato e domenica, il congresso. A favore hanno votato in 107, 12 i contrari e 5 gli astenuti. Il presidente Matteo Orfini ha deciso di mettere ai voti solo la mozione di maggioranza e considerare preclusa quella di minoranza, che aveva richieste opposte.

(Foto unita.tv)

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