Sono scaduti oggi, alle ore 12, i termini per la presentazione delle candidature per la direzione della Cassa Edile e del Formedil di Napoli, i due enti bilaterali del settore delle costruzioni gestiti da Cgil, Cisl, Uil e dall’associazione dei costruttori Acen.
A quanto pare, più che di una selezione aperta e competitiva, si è trattato di un passaggio formale. Le voci di corridoio infatti parlano di nomi già “concordati” prima della chiusura ufficiale dei termini. Il classico gioco delle parti, in cui la trasparenza sembra lasciare il passo a equilibri precostituiti tra un paio di organizzazioni sindacali
Secondo indiscrezioni, alla guida della Cassa Edile dovrebbe essere designato Diego Vivarelli, attuale direttore uscente di Acen. Una nomina che confermerebbe il controllo diretto dell’associazione dei costruttori sull’ente, già esercitato attraverso la presidenza.
Più delicata, ma non meno significativa, la partita al Formedil Napoli: la poltrona di direttore andrebbe a un nome sostenuto inizialmente da una delle tre sigle sindacali, con l’appoggio promesso successivamente anche da un’altra in sede di commissione. Una strategia che lascia intendere una distribuzione degli equilibri interni più che una valutazione di merito delle competenze.
Il futuro direttore del Formedil Napoli, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe inoltre il compito non secondario di “sistemare” entro la fine dell’anno alcune “questioni organizzative”. Tra queste, spicca il caso di una promozione al 7° livello senza limitazione di orario per una parente di un noto dirigente sindacale e l’esternalizzazioni di alcune attività di tutoraggio e docenze ad una società di servizi sponsorizzata da un’organizzazione sindacale. Operazioni che rischiano di sollevare dubbi di opportunità, oltre che tensioni interne.
Bandi “cuciti su misura”?
I bandi per il ruolo di Direttore, diffusi dall’Agenzia Randstad per i due enti bilaterali, sembrano disegnati su misura. Requisiti mirati, iter opaco e sospette analogie. Una selezione è davvero pubblica, quando sembra già decisa?
Chi sono gli enti coinvolti
I due bandi riguardano Formedil Napoli e la Cassa Edile di Napoli, due realtà centrali per il settore delle costruzioni nel capoluogo campano.
Formedil Napoli è un ente bilaterale per la formazione professionale, gestito congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori edili (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil) e dall’Associazione dei Costruttori. È accreditato presso la Regione Campania, spesso destinatario di finanziamenti pubblici per attività formative, e viene sostenuto finanziariamente dalla Cassa Edile.
La Cassa Edile di Napoli, a sua volta, è un altro ente paritetico gestito dagli stessi soggetti, che amministra i contributi contrattuali, previdenziali, assistenziali e formativi del settore edile. È considerata a pieno titolo un ente parapubblico, in quanto parte integrante del sistema DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), insieme a INPS e INAIL.
Pur non essendo enti pubblici in senso stretto, entrambi sono soggetti alle leggi sulla trasparenza amministrativa, sull’imparzialità nelle selezioni e sul corretto utilizzo di fondi pubblici e contrattuali, nonché alle disposizioni anticorruzione e agli obblighi di pubblicità dei procedimenti. Questo rende ancora più urgente e doverosa una riflessione sulla reale apertura delle selezioni pubblicate.
Bandi fotocopia, dubbi concreti
I due bandi, diffusi entrambi da Randstad Italia, descrivono la stessa posizione di Direttore con funzioni di vertice nell’ente: gestione di risorse umane e finanziarie, redazione di bilanci preventivi e consuntivi, partecipazione a organi decisionali, controllo della sicurezza e della privacy, relazioni istituzionali.
Entrambi prevedono la stessa scadenza (ore 12 del 27 giugno 2025), la stessa RAL (Retribuzione Annua Lorda) di circa 48.000 euro e lo stesso contratto a tempo indeterminato al livello Quadro del CCNL Edile-Industria. I testi risultano pressoché identici, con minime variazioni nei titoli di studio richiesti o nei dettagli delle esperienze, lasciando l’impressione di una scrittura preconfezionata.
Requisiti ad personam?
Tra i requisiti spiccano elementi che sembrano descrivere un identikit già noto:
- Laurea triennale (generica o specificata in Economia/Giurisprudenza);
- Esperienza recente in ruoli direttivi presso enti “mediamente strutturati”;
- Competenze molto specifiche in materia di sicurezza sul lavoro, bilanci, privacy, contrattazione collettiva.
I requisiti preferenziali (come conoscenza del CCNL edilizia-industria) rafforzano la sensazione di un bando ritagliato su misura.
Iter selettivo opaco
Anche la procedura solleva perplessità:
- Nessuna griglia pubblica di valutazione né punteggi trasparenti;
- Possibilità di modificare la domanda via email fino alla scadenza;
- Scarsa pubblicizzazione: bandi presenti solo su sito Randstad e dell’ente;
- Nessuna pubblicazione di nomi, verbali, punteggi o graduatorie;
- Commissione interna nominata dall’ente stesso, senza terzietà.
Tutti elementi che contraddicono i principi di imparzialità, concorrenza e pubblicità.
Una selezione già scritta?
Il dubbio è concreto: siamo davanti a selezioni solo formalmente aperte, pensate per legittimare scelte già fatte? Se così fosse, saremmo di fronte a una prassi distorta, purtroppo non rara, che tradisce lo spirito delle selezioni pubbliche e mina alla radice il principio di pari opportunità.
Chi partecipa a queste procedure lo fa spesso senza sapere di non avere alcuna possibilità reale, diventando comparsa burocratica in un copione già scritto. E chi dovrebbe vigilare, raramente interviene.
Trasparenza e controllo: le vie possibili
Esistono strumenti per reagire:
- Segnalazioni all’ANAC per mancanza di trasparenza;
- Accesso civico generalizzato (FOIA) per ottenere documenti e verbali;
- Denunce pubbliche tramite stampa e legali.
Se non si sollevano domande, queste forme di opacità continueranno indisturbate, erodendo fiducia, etica e giustizia.
Il merito è un diritto, non un favore
Nel Paese in cui si predica meritocrazia ma si pratica la cooptazione, denunciare questi casi non è solo un atto di trasparenza: è un gesto di resistenza civile, perché il lavoro, anche quando è “bilaterale” o parapubblico, non può essere assegnato a porte chiuse.
Alma
