Napoli, sequestrati 55 milioni a imprenditore legato a clan dei Casalesi

Messi i sigilli a quattro società attive negli impianti di depurazione, nel settore immobiliare, servizi di elaborazione di consumi idrici e nella costruzione di opere pubbliche per il trasporto di fluidi

La Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato beni per circa 55 milioni di euro a un imprenditore napoletano, il quasi 79enne Antonio D’Amico, operante nel settore dei rifiuti e della bonifica ambientale, ritenuto vicino al clan dei casalesi. Il decreto è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Caserta su richiesta del procuratore e del direttore della DIA di Napoli. Messi i sigilli a società e partecipazioni societarie anche riconducibili alla moglie e al figlio. Complessivamente sono state sequestrate quattro società – una ritenuta di primaria importanza nel settore dei processi e tecnologie per la salvaguardia dell’Ambiente – rispettivamente attive nel settore degli impianti di depurazione, nel settore immobiliare, nei servizi di elaborazione di consumi idrici e nella costruzione di opere pubbliche per il trasporto di fluidi, oltre che disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa 55 milioni di euro.

Il sequestro notificato dalla Dia all’imprenditore e ai componenti della sua famiglia, riguardano la Idrobioimpianti spa, la IFd srl, la Servizi Difesa Ambiente (Sda) e la Environmental Techonologies International spa (Entei spa). Secondo quanto emerso dalle indagini D’Amico, in relazione, tra l’altro, al traffico illecito di rifiuti, alla frode in pubbliche forniture e alla truffa ai danni di enti pubblici, si sarebbe affiancato anche con i fratelli Carandente Tartaglia commettendo, ritengono gli investigatori, una serie di violazione ambientali nella realizzazione della discarica di Chiaiano a Napoli. Avrebbe, in sostanza, svolto un ruolo nell’illecito affidamento in sub appalto della realizzazione e la gestione della discarica di Chiaiano alle ditte di Giuseppe Carandente Tartaglia, ritenuto esponente di spicco della fazione Zagaria del clan dei casalesi.

Giuseppe Carandente Tartaglia è stato condannato nel 2021 a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

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