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Napoli, opposizioni: “Città in mano alla camorra, de Magistris tace”

Redazione by Redazione
9 Maggio 2019
in Attualità, Notizie correlate
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Palazzo San Giacomo

Palazzo San Giacomo

Un durissimo documento firmato dai capigruppo e consiglieri comunali

 La camorra costringe un imprenditore molisano a chiudere il cantiere per il recupero e il restauro di Porta Capuana, sito monumentale ubicato al centro della Città. Un’opera pubblica finanziata nell’ambito degli interventi e dei progetti dell’Unesco. Il Comune di Napoli è l’ente appaltante dei lavori.  Una pessima figura internazionale. Se una ditta impegnata in un lavoro così importante è costretta a fuggire, vuol dire che lo Stato si arrende e alza bandiera bianca, I consiglieri comunali dell’opposizione attaccano la giunta comunale di Luigi de Magistris. “La città è completamente in mano alla criminalità organizzata e l’Amministrazione comunale fa finta di nulla. L’impresa che stava effettuando i lavori a Porta Capuana, dopo le ripetute minacce subite, addirittura è stata costretta a lasciare il cantiere. Un fatto gravissimo ed inquietante. Una sconfitta per tutti noi, di fronte alla quale è necessaria una risposta immediata delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Non possiamo darla vinta alla camorra, non possiamo permetterci che imprenditori sani ed onesti siano costretti ad abbandonare Napoli, perché vittime di pressioni ed estorsioni. Come forze di opposizione in Consiglio comunale abbiamo già chiesto un incontro urgente al Prefetto di Napoli per valutare le azioni da intraprendere”. Ad affermarlo sono i Capigruppo ed i Consiglieri di opposizione: Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), Aniello Esposito (PD), Salvatore Guangi (Forza Italia),  David Lebro  (La Città),  Salvatore Madonna (PD), Marta Matano (Movimento 5 Stelle), Vincenzo Moretto (Prima Napoli), Domenico Palmieri (Napoli Popolare), Alessia Quaglietta (PD), Gaetano Troncone (Gruppo Misto),  Anna Ulleto (Gruppo Misto) e Diego Venanzoni (PD). “La città è in piena emergenza criminalità –stigmatizzano i Consiglieri– ed il fatto accaduto a Porta Capuana non è di certo il primo. Siamo arrivati al punto che la camorra ha il completo controllo di alcuni territori ed il livello di sicurezza che si respira nelle strade di Napoli è ai minimi storici. Nonostante quella ditta si sia rivolta subito alla polizia per denunciare l’accaduto ed informato tempestivamente il Comune, l’Amministrazione comunale tace. Abbiamo provato a chiedere risposte all’Assessore Clemente stamani in Commissione, che pure ha la delega alla polizia municipale e alla sicurezza urbana, ma la sua reazione è stata a dir poco imbarazzante. L’Assessore alle Infrastrutture Calabrese, raggiunto telefonicamente, addirittura non ne sapeva niente. Assurdo”. “Vorremmo sapere l’opinione del sindaco de Magistris, se non è troppo impegnato, come qualche giorno fa, in qualche passerella sul vicino cantiere di piazza Garibaldi, contiguo a quello Unesco in questione e capire come ha intenzione di reagire. Quella ditta – concludono i Consiglieri – si sarebbe dovuta occupare anche di altri lavori nel Centro Storico ed ora, ovviamente, è tutto bloccato. Così come lo è a Porta Capuana. Non possiamo restare inermi di fronte a tutto questo, né tanto meno piegarci alle imposizioni di questi criminali. Confidiamo almeno in una risposta forte e tempestiva della Prefettura e della Questura, le uniche a cui possiamo appellarci visto la scarsa attenzione dell’Amministrazione comunale”.

CGIL NAPOLI, STOP LAVORI FATTO GRAVISSIMO E INAUDITO – “Lo stop ai lavori del cantiere del Grande Progetto Unesco di Porta Capuana ‘imposto’ dal racket dalla camorra è un fatto gravissimo e inaudito e può rappresentare un inaccettabile precedente per tutte le altre opere in corso d’opera nella città partenopea”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla segreteria della Camera del lavoro metropolitana di Napoli. “Si faccia luce e si individuino immediatamente i responsabili di questo atto criminale – prosegue la nota – che, oltre a colpire l’occupazione degli operai coinvolti, frena il processo di ristrutturazione di siti storici della città, elementi fondamentali per la crescita economica e turistica dell’area metropolitana. Questo ricatto da parte della camorra deve trovare una rapida ed intransigente risposta dello Stato che, in tutte le sue articolazioni, è chiamato ad intervenire in un territorio già attraversato recentemente da episodi che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini”. “Al di là della propaganda – conclude la segreteria della Cgil di Napoli – in questa città il segnale è chiaro: la camorra sta rialzando la testa. Vorremmo capire cosa fa il ministro Salvini, impegnato in una infinita campagna elettorale invece di prendere coscienza dell’emergenza sicurezza a Napoli. Si creino subito le condizioni per garantire la ripresa dei lavori alla ditta affidataria, si tutelino gli operai e si mettano in campo tutte le azioni che possano restituire il cantiere alla sua totale operatività”.

 

Tags: camorralavori porta capuranaluigi de magistrisunesco
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