iniziative delle organizzazioni studentesche in memoria della studentessa di Somma Vesuviana
Questo pomeriggio a Napoli gli studenti universitari hanno promosso una marcia silenziosa dalla sede centrale della Università Federico II fino alla sede di Via Porta di Massa. Iniziativa organizzata in memoria di Diana, studentessa del Dipartimento di Studi Umanistici e di tutti quegli studenti che hanno pagato con la vita un modello di Università che penalizza chi non rientra in canoni e standard decisi altrove che ignorano le condizioni materiali e psicologiche di ciascuno.
La marcia si è conclusa con un momento di raccoglimento e un minuto di silenzio nel quale abbiamo riflettuto chiedendoci: “Quante altre volte ancora?”
Significativa una nota diffusa dagli organismi di rappresentanza degli studenti. “chiediamo che l’Ateneo non resti indifferente, mettendo in campo tutto quanto in suo potere per far sì che tragedie come questa non si ripetano e per garantire che l’Università sia un luogo di formazione, di scambio dei saperi, non di competizione. Scusateci tutti, se non siamo riusciti a far sì che non accadesse di nuovo“.
Le università italiane sono diventati ambienti tossici, luoghi che invece di contribuire alla formazione, alla crescita, all’emancipazione istilla nei giovani la sensazione di non farcela, l’arrivismo, l’esaltazione della competizione selvaggia. Chi non raggiunge la media del 30 o è fuori corso viene definito un fallito. Le persone non sono numeri.

