Dall’acqua pubblica a Bagnoli: «Assedio ai beni comuni, soldi spesi male, consulenze a raffica»
L’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, oggi voce indipendente della rubrica Senza censura sul quotidiano Cronache di Napoli, torna a farsi sentire con un duro j’accuse contro il sistema politico-istituzionale e l’attuale primo cittadino Gaetano Manfredi. Le sue parole sono un vero e proprio atto di accusa, in cui rivendica la sua diversità rispetto ai poteri forti e denuncia un clima politico-mediatico che – a suo dire – punisce chi non si allinea.
«Mi accusavano di scarso profilo istituzionale, ma era il prezzo dell’autonomia e dell’onestà»
De Magistris respinge le accuse storiche rivoltegli durante il suo mandato di sindaco, secondo cui la sua postura fuori dagli equilibri tradizionali avrebbe isolato Napoli e minato i rapporti istituzionali.
«Accusa falsa per due ragioni. La prima è che senza l’autonomia dal sistema non avremmo mai avuto il riscatto di Napoli. A cominciare dalla risoluzione dell’emergenza rifiuti, dovuta a un patto scellerato e criminale tra politica, affari e camorra.»
Sottolinea poi di aver sempre mantenuto un corretto rapporto istituzionale con gli altri enti, pur restando indipendente: «Ho sempre avuto un profilo istituzionale nei rapporti con le altre istituzioni, pur mantenendo la mia totale autonomia e l’essere un uomo fuori dal sistema. Semmai sono altre istituzioni che ci hanno fatto la guerra perché non tolleravano onestà, libertà, autonomia. Avevamo anche “scassato” il sistema.»

L’affondo su Manfredi: «Condanna erariale, assenteismo record, assente tra la gente»
Il confronto si fa diretto con l’attuale sindaco, Gaetano Manfredi, descritto da de Magistris come espressione di un potere che lo ha sempre sostenuto e protetto. «Grandi partiti, poteri forti e propaganda mediatica hanno sempre osannato Manfredi quale uomo dall’alto profilo istituzionale. Ma andiamo con ordine.»
Poi una lunga serie di accuse, precise e circostanziate: «Un sindaco che ha una condanna definitiva per danno erariale da parte della Corte dei Conti per aver indebitamente intascato da professore universitario oltre 700 mila euro di consulenze illegittime. Un sindaco che ha il record nella storia dei sindaci di Napoli per assenteismo in consiglio comunale, che è il principale luogo della democrazia istituzionale della città.
Per non parlare delle scarsissime presenze a Palazzo San Giacomo, sede del Comune, e a piazza Matteotti, sede della città metropolitana. Un sindaco non pervenuto nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Assente tra la gente e nella città e quindi disconnesso con il popolo. Non pervenuto al Teatro San Carlo, di cui il sindaco di Napoli è presidente del consiglio d’indirizzo, al punto tale da non essere presente il giorno della nomina del sovrintendente e di essere stato messo due volte in minoranza nel massimo luogo istituzionale della cultura della città.»

«Si schiera col più forte e ignora chi ha costruito l’attuale città»
Il giudizio di de Magistris si estende alle posizioni geopolitiche e al mancato riconoscimento del lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni: «Totale assenza di profilo istituzionale anche nel non schierarsi dalla parte dei palestinesi e contro il genocidio, che è un crimine che un sindaco deve denunciare. Ma lui si schiera sempre dalla parte degli oppressori e del più forte. Assenza di dialogo istituzionale con chi ha governato per oltre dieci anni e che ha programmato o realizzato tutte le opere che oggi si stanno completando.»
«La trasparenza è mortificata: Bagnoli, acqua pubblica, beni comuni»
De Magistris si sofferma poi su temi centrali della sua azione politica: la trasparenza, la gestione dei beni comuni, la difesa dell’acqua pubblica.
«L’alto profilo istituzionale non può che accompagnarsi alla trasparenza e all’etica pubblica, che oggi sono mortificate. Questione Bagnoli con le mani sulla città, modifica del piano regolatore e urbanistico, attacco alla sovranità popolare sull’acqua pubblica, assedio ai beni comuni, consulenze a raffica, affidamenti diretti e incarichi, soldi sperperati e spesi male.»

«Il sistema non è imbattibile: le variabili impreviste possono farlo saltare»
In chiusura, de Magistris denuncia un sistema mediatico-politico che premia l’allineamento e punisce l’indipendenza: «Si confonde evidentemente il gradimento eccellente dei poteri forti con il profilo istituzionale. Ma nel Paese a testa in giù è tutto normale. Chi è fuori dal sistema va abbattuto e chi è nel sistema va osannato. Questa è la regola del potere.»
Poi l’avvertimento finale: «Ma non tiene conto delle variabili impreviste che talvolta fanno saltare il sistema, perché il sistema non è imbattibile e non tutto riesce a controllare.»
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