Napoli, la convenzione “Auricchio-De Laurentiis” privatizza il San Paolo

E prima della mezzanotte con 17 voti favorevoli e quattro astensioni(significativa l’astensione dei consiglieri della sinistra Mario Coppeto, Elena Coccia e Sandro Fucito), l’assenza dall’aula delle opposizioni, il consiglio comunale ha dato il via libera alla delibera

Lo schema della convenzione  tra l’amministrazione comunale e  la società Calcio Napoli per la gestione e uso dello stadio San Paolo la dismissione di un bene comune e la sostanziale cessione a “prezzi stracciati”ad un privato. Una scelta politica e amministrativa assunta da un governo cittadino che si definisce ‘progressista” e antiliberista. I fatti, invece, hanno smascherato la giunta di Luigi de Magistris, una giunta che si regge sulla retorica e  le lenzuolate di slogan. Una pagina triste per la Città.  Le forze di opposizione hanno duramente  attaccato lo schema di convenzione “Auricchio-De Laurentiis” bocciata dal collegio dei revisori.  “Con questa convenzione – ha detto il consigliere del M5s, Matteo Brambillasi pone la parola fine all’interesse pubblico dello stadio e si apre la strada all’interesse privato”. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere de La Città, David Lebro. “Oggi con il servizio a domanda individuale – ha affermato – il costo per la società è di 2 milioni e 400mila euro mentre con la convenzione la società verserà al Comune 835mila euro, cifra che è circa un terzo di quello che incassa oggi. Mi chiedo dove sia l’interesse pubblico in questo atto“. Secondo quanto scritto dal consigliere della Lega, Vincenzo Moretto, nella pregiudiziale, respinta dall’aula, “gli oneri a carico dell’Amministrazione ammontano a poco più di 548mila euro a forte di un canone di 835mila”. Critico anche il consigliere di maggioranza, Nino Simeone, rispetto alla mancata apertura di un contenzioso con la società per il recupero delle somme pregresse. E non solo. Rilevata poca chiarezza e trasparenza sui criteri, i meccanismi che saranno utilizzati per l’autorizzazione di  esercizi commerciali all’interno dell’impianto.   L’assessore allo sport, Ciro Borriello ha sferrato un attacco al collegio dei revisori, l’organismo di controllo. Borriello si è contraddistinto per la solita arroganza . “È strano – ha affermato – che rispetto alla transazione il Collegio non si è voluto esprimere e poi invece ha ritenuto di dover dire la propria opinione, negativa, sulla conversazione”. Rispetto alle critiche del Collegio sul canone fissato dalla convenzione, l’esponente della Giunta de Magistris ha sottolineato che “bisogna ricordare che la società utilizza l’impianto soltanto 90 giorni su 365. Il calcolo eseguito ha seguito un percorso che rispetta tutti i crismi di legalità“. Borriello ha evidenziato che “sancire un principio convenzionale è importante ed è un atto di modernità definire nei dettagli i rapporti che, tutti sanno, sono difficili. La nostra scelta è stata per un rapporto duraturo e per un utilizzo corretto dello stadio perché è vero che il marchio Calcio Napoli è privato ma allo stesso tempo quella maglia e quei colori esprimono i valori della città”. Ridicola retorica. Un esponente istituzionale dovrebbe svolgere il proprio ruolo senza farsi condizionare dal tifo calcistico e dai colori della squadra del cuore.  Una retorica che non servirà a rimuovere le questioni vere. Questioni che saranno affrontate in altre sedi istituzionali. La delibera sarà esaminata dalla magistratura.  E prima della mezzanotte con 17 voti favorevoli e quattro astensioni(significativa l’astensione dei consiglieri della sinistra Mario Coppeto, Elena Coccia e Sandro Fucito). Le opposizioni  non hanno partecipato al voto.  l’Aula di via Verdi ha dato il via libera alla convenzione pluriennale per la concessione in uso dello stadio San Paolo alla società sportiva Calcio Napoli per le stagioni agonistiche dal 2018/2019 al 2022/2023, prorogabile per ulteriori cinque anni, fino al 30 giugno 2028. Da evidenziare che un importante emendamento presentato da Mario Coppeto(e sostenuto dalla sinistra) che  impediva la la retroattività della convenzione e la validità solo a decorrere dal pagamento degli arretrati, è stato respinto dall’aula. Hanno votato contro l’emendamento i consiglieri arancioni e “movimentisti” di deMa. 

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