Tensioni tra i lavoratori per le voci di cambiamenti organizzativi al Formedil Napoli
Sarebbero imminenti circa venti avvisi di garanzia nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, che avrebbe smascherato un sistema ben organizzato per truffare la Cassa Edile di Napoli, l’ente bilaterale che eroga prestazioni assistenziali ai lavoratori del settore.
Gli indagati – operai e operatori sindacali – sono accusati, a vario titolo, di falso ideologico, falso materiale, utilizzo di documenti contraffatti, falsi attestati di laurea e certificazioni sanitarie artefatte. L’obiettivo era ottenere prestazioni economiche non spettanti, come assegni di natalità, borse di studio e altri contributi destinati ai lavoratori iscritti alla Cassa.
L’inchiesta è partita da una confidenza di un operaio edile a un dirigente della Fillea Cgil di Napoli, che ha immediatamente segnalato il caso ai vertici dell’ente. La Cassa Edile, è bene ricordarlo, è gestita congiuntamente dalle organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e dall’associazione dei costruttori.
Fondamentale è stato il lavoro di tre impiegate della Cassa – Stella Vetrano, Anna Rodriguez e Cristina Scognamiglio – che, con grande professionalità, hanno effettuato controlli incrociati con Asl, Comuni e Università (tra cui Parthenope, Federico II, Vanvitelli e Pegaso), portando alla luce numerose irregolarità e falsificazioni. Le verifiche hanno dato il via all’indagine delle Fiamme Gialle, oggi in fase avanzata.
Nel frattempo, emergono scosse interne alle organizzazioni sindacali. Carmine Parlato (rappresentante sindacale aziendale Feneal Uil) si è dimesso dalla Cassa Edile dopo un’inchiesta interna su presunte dilazioni contributive agevolate concesse ad alcune imprese inadempienti. Francesco Nogaretto (operatore Filca Cisl), tecnico informatico, ha lasciato la propria organizzazione sindacale poco dopo l’esplosione dello scandalo legato alla manipolazione digitale di documenti anagrafici e titoli di studio. Stando ai soliti bene informati, Nogaretto sarebbe stato assunto da una nota azienda edile napoletana.
Se fosse confermata l’assunzione di Nogaretto – proprio all’indomani dello scandalo sulla manipolazione digitale di documenti – sarebbe molto imbarazzante, solleverebbe interrogativi ben più profondi. In questo scenario emergerebbe il rischio concreto di un “sistema” che tollera e alimenta pratiche opache e connivenze trasversali. E questo dovrebbe preoccupare chiunque abbia davvero a cuore legalità, trasparenza e giustizia nel mondo del lavoro.
Al momento, le responsabilità sono ancora tutte da accertare, ma le ombre si allungano su un sistema che avrebbe dovuto garantire legalità, trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori edili.
Formedil Napoli: diritti acquisiti a rischio e possibili ricorsi
Intanto, anche un altro ente bilaterale del comparto edile, il Formedil Napoli, finisce sotto i riflettori. Gestito anch’esso da sindacati e associazioni datoriali, il Formedil si occupa di formazione professionale e sicurezza sul lavoro. Stando ad alcune indiscrezioni all’interno del consiglio di amministrazione – in particolare per iniziativa di alcuni consiglieri in quota Feneal Uil– si starebbe spingendo per rivedere l’organizzazione del lavoro, mettendo in discussione diritti acquisiti da anni dai lavoratori impiegati e tecnici.
Il caso più emblematico riguarda alcuni dipendenti che, oltre alle mansioni previste dal contratto, svolgono da anni attività di formazione e tutoraggio, regolarmente riconosciute attraverso indennità aggiuntive in busta paga. Ora, però, si ipotizza di revocare questi incarichi ai dipendenti interni per affidarli a consulenti esterni, con costi spesso più elevati.
Una scelta che solleva molte perplessità, sia sul piano etico che giuridico. La giurisprudenza in materia di lavoro è infatti chiara: quando un dipendente svolge mansioni superiori o diverse, in modo continuativo e non occasionale, con il consenso o la tolleranza del datore di lavoro, ha diritto al riconoscimento formale di quelle mansioni, con adeguamento del livello contrattuale e della retribuzione.
Nel caso del Formedil Napoli, tali attività sono diventate parte integrante dell’organizzazione del lavoro. Esternalizzarle oggi, senza riconoscere formalmente il lavoro svolto da chi le ha garantite per anni, rappresenterebbe un arretramento grave sul piano dei diritti e della dignità del lavoro. Un rischio ancora più evidente considerando che gli enti bilaterali, per loro natura, dovrebbero tutelare e valorizzare le competenze interne, applicando correttamente il CCNL Edilizia Industria.
Non si tratta soltanto di efficienza, ma di rispetto per la professionalità maturata e di buone relazioni sindacali. Di fronte a questa situazione, non si esclude un’ondata di ricorsi al Tribunale del lavoro da parte di quei lavoratori che intendano rivendicare il riconoscimento delle mansioni svolte, chiedendo il giusto inquadramento e le indennità maturate nel tempo.
Chi ha lavorato oltre il proprio profilo contrattuale in modo sistematico non può essere spogliato di ciò che ha costruito. Il contratto scritto è importante, ma nel diritto del lavoro conta ciò che avviene realmente sul luogo di lavoro. E quando le mansioni diventano prassi, anche i diritti devono diventare realtà riconosciuta. Infine, si ipotizza anche un cambiamento dell’orario di lavoro.
Alma
