Napoli, immobile-tugurio affittato ai migranti: bufera sul consigliere Francesco Borrelli

Attivisti sociali, esponenti politici e della società civile esigono chiarezza

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli è finito nell’occhio del ciclone per un piccolo immobile ubicato in Vico Solitaria Pallonetto Santa Lucia, nel centro storico di Napoli. Un basso di 50 metri quadri intestato alla madre Diana Pezza Borrelli, nel 2011 candidata del centro sinistra alla presidenza della I municipalità. L’immobile è stato affittato ad un gruppo di migranti di origine cingalese.  Nelle ultime ore sui social sono stati diffusi molti video che denunciano le pessime condizioni igieniche dei locali. In alcune immagini si vedono letti a castello uno attaccato all’altro e un tavolo al centro. Durissime le reazioni di molti esponenti politici e della società civile. “Presenterò un esposto alla Procura della Repubblica – annuncia Gigi Lista, attivista sociale in una diretta Facebook –  Bisogna fare chiarezza sui criteri adottati dal Comune di Napoli nel dichiarare abitabile quel locale abitabile”. Anche alcuni consiglieri comunali napoletani hanno chiesto spiegazioni al consigliere paladino della giustizia e della lotta all’illegalità. Significativa la reazione su facebook della consigliera comunale Laura Bismuto: “Ma il consigliere che ha inteso far politica in modalità “Barbara D’Urso”, ha dimenticato di far visita al deposito di mammà trasformato in un vascetiello per poveri disperati, accatastati come auto in uno scasso? Gente tenuta come bestie! Vergogna assoluta”.  Durissimo il vice presidente del consiglio comunale Fulvio Frezza: “La mamma del consigliere regionale Francesco Borelli affitta un garage a dei migranti, una sorta di tugurio e il signor Borrelli ha ancora il coraggio di presentarsi come un “giustiziere” sui social? Nella qualità di esponente pubblico e istituzionale si dovrebbe dimettere e subito”. E non mancano azioni legali. L’avvocato Emilio Coppola presenterà nelle prossime ore segnalazioni alle Asl e al Comune di Napoli in modo che siano attivati verifiche e controlli sanitari e amministrativi.

CiCre

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