Napoli, chirurgo: Su Noemi ferita da guerra

A preoccupare è la situazione dei polmoni, entrambi perforati.Emerge come elemento positivo la stabilità del quadro ematologico. Non ci sono emorragie interne e la bimba non ha avuto bisogno di nuove trasfusioni

Quella sul corpo di Noemi, la bimba di 4 anni vittima della sparatoria di venerdì a Napoli, era “una ferita da guerra”. Lo ha detto il primario di Chirurgia pediatrica del Santobono, Giovanni Giaglione, che nella notte tra venerdì e sabato ha operato la piccola, estraendole un proiettile calibro 9 di tipo ‘full metal jacket’ che le aveva trapassato i polmoni. Tenuto conto della gravità del quadro iniziale, emerge come elemento positivo – secondo i medici – la stabilità del quadro ematologico. Non ci sono emorragie interne e la bimba non ha avuto bisogno di nuove trasfusioni. Tuttavia “la situazione rimane critica e la prognosi riservata”, chiarisce Massimo Cardone, primario della terapia intensiva del Santobono. A preoccupare è la situazione dei polmoni, entrambi perforati, e dai quali non è stato possibile rimuovere tutti i microframmenti ossei e del tessuto del vestito. “C’è quindi un rischio di infezioni che stiamo combattendo con una terapia mirata di antibiotico”, sottolinea Cardone.

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