Contratti in scadenza il 30 settembre non rinnovati, presidio USB contro il precariato nel trasporto pubblico
A partire dal 1 ottobre, 40 operatori d’esercizio che lavoravano per l’ANM (Azienda Napoletana Mobilità) resteranno senza contratto. I loro rapporti di lavoro, in scadenza il 30 settembre, non sono stati rinnovati, lasciando decine di famiglie nell’incertezza. A denunciare la situazione è l’USB Lavoro Privato, organizzazione sindacale indipendente di base che ha annunciato un presidio per domani mattina 30 settembre davanti alla Direzione ANM di Fuorigrotta.
Gli autisti, assunti con contratti interinali durante l’estate 2024, sono stati impiegati principalmente sulle navette sostitutive attivate a seguito della chiusura della tratta metropolitana della Linea 1 tra Chiaiano e Piscinola. Un servizio essenziale, che ha attenuato i disagi provocati dalla scelta – contestata – di effettuare lavori sui binari durante il giorno anziché di notte.
Nonostante l’impegno dimostrato e il servizio reso alla città in un periodo critico, ANM e Comune di Napoli hanno deciso di non rinnovare i contratti, senza alcuna comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali. La decisione arriva in un momento in cui la carenza di autisti in organico è più evidente che mai e mentre lo scorrimento della graduatoria di idonei per il ruolo di operatori d’esercizio è inspiegabilmente fermo, malgrado le rassicurazioni più volte espresse dall’Assessore comunale alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Cosenza.
“È una scelta che penalizza sia i lavoratori che i cittadini”, dichiara USB in una nota, sottolineando come la politica di contenimento dei costi venga sempre scaricata sui più deboli, anche a scapito della qualità del servizio pubblico in una delle principali metropoli italiane.
Il sindacato punta il dito anche contro la logica del precariato sistemico: “Se questi lavoratori avessero prodotto armi invece che chilometri e servizio, nessuno li avrebbe lasciati a casa. È una questione che riguarda tutti, anche coloro che oggi sono stabilizzati e che in passato erano precari. Nessuno è al sicuro finché il lavoro resta un contratto a termine”
Il presidio di domani sarà l’occasione per chiedere all’azienda e alle istituzioni locali un cambio di rotta: basta precariato, sì a un trasporto pubblico dignitoso e stabile per Napoli.
Ciro Crescentini
