La vicenda potrebbe finire sotto la lente della Procura
Dopo la denuncia de ildesk.it, si intensificano le iniziative dell’opposizione in consiglio comunale sugli inquilini fantasma dei 33 appartamenti e locali di proprietà della Fondazione Strachan-Rodinò, ente controllato dal Comune di Napoli. Dopo le interrogazioni al sindaco presentate dai consiglieri del Movimento 5 stelle e Forza Italia, scende in campo anche il Partito Democratico con una interrogazione a risposta scritta del consigliere Diego Venanzoni. “Premesso che la Onlus Fondazione Strachan-Rodinò, ente di diritto privato controllato dal Comune di Napoli è nata per “accogliere i non vedenti e i disabili in una propria struttura con progetti finalizzati ad assicurargli una vita di relazione e di compimento di tutti i loro atti quotidiani, ed anche al sostegno e all’integrazione delle donne in difficoltà – scrive Venanzoni – Rilevato che le notizie di stampa riportano il caso di 33 immobili, appartamenti e locali di proprietà della Fondazione in questione, concessi in locazione con canoni “popolari” a misteriosi inquilini privi di requisiti previsti dallo Statuto, suscitando, a dir poco, perplessità sull’operato dell’Amministrazione Comunale – sottolinea il consigliere del Pd – Preso atto che se così fosse, ci troveremmo di fronte all’ennesima questione morale che evidenzierebbe una conclamata assenza della tanto professata trasparenza amministrativa – evidenzia Venanzoni – interrogo il sindaco per conoscere: se gli appartamenti e i locali in questione siano stati assegnati effettivamente agli aventi diritto ossia famiglie indigenti di disabili e non vedenti, ragazze madri, senzatetto, sfrattati, papà o mamme separati; le modalità e i criteri di assegnazione degli stessi e l’elenco degli assegnatari“. Intanto, circolano nuove indiscrezioni. Uno dei locali di proprietà della Fondazione sarebbe stato affittato a “canone popolare” a un noto bar pasticceria, due appartamenti ubicati nelle zone centrali della Città sarebbero stati affittati ad autorevoli esponenti di Palazzo San Giacomo e ad altri componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione attualmente in carica. “L’elenco degli assegnatari non verrà reso pubblicato – confida un dirigente comunale – troveranno mille cavilli, chiederanno il rispetto della privacy”. E stando ai soliti bene informati, la vicenda potrebbe finire sotto la lente della Procura della Repubblica.
Ciro Crescentini

