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Movimento 5 Stelle: “E’ l’ultimo primo maggio senza salario minimo, stop sfruttamento”

Redazione by Redazione
2 Maggio 2019
in Attualità, Economia e Società, Notizie correlate
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Una grande battaglia per la giustizia sociale

Il tema della retribuzione minima legale è entrato anche fra gli argomenti concordati nel contratto di governo gialloverde. Il Ministro del lavoro Luigi Di Maio ha affermato che l’obiettivo è combattere il dumping salariale che, a suo dire, è favorito dai cosiddetti “contratti pirata”, ossia sottoscritti da sindacati scarsamente rappresentativi. L’Italia non ha mai introdotto un salario minimo per legge. Questo perché l’art. 2099, comma 2 del codice civile “attribuisce, in via primaria, alla contrattazione collettiva il compito di stabilire la misura della retribuzione dovuta”. I contratti collettivi nazionali basati su questa norma coprono circa l’80% dei rapporti di lavoro. Il nuovo salario minimo legale riguarderebbe dunque il restante 20%. Per aiutare la discussione in Parlamento, l’Istat ha prodotto un dettagliato report su quali parti del mercato del lavoro sarebbero più coinvolte dalla misura. L’analisi e le stime prodotte dall’Istat si fondano su un parametro retributivo di 9 euro lordi, lo stesso della proposta del Movimento Cinque Stelle. Secondo l’Istat, sono circa 2,9 milioni i lavoratori che beneficerebbero dell’innalzamento della retribuzione oraria minima, con un incremento lordo medio pari a 1.073 pro-capite euro all’anno. Considerando la totalità dei rapporti lavorativi, i livelli più alti in termini di incremento percentuale del salario riguarderebbero gli apprendisti (+10%), i lavoratori occupati nelle altre attività dei servizi (+8,8%) e i giovani sotto i 29 anni (+3,2%).  I rapporti con retribuzione oraria inferiore ai 9 euro lordi riguardano principalmente alcuni settori di attività, mentre altri sono decisamente meno coinvolti. Ad esempio, le agenzie di viaggio, noleggio e supporto alle imprese vedono oltre un terzo dei propri dipendenti guadagnare meno di 9 euro l’ora (34,3%). Seguono le attività artistiche, sportive, e di intrattenimento (29,2%) e le imprese nel settore dell’istruzione (28,2%), fino ad arrivare all’appena 2,1% dei contratti nel campo finanziario e assicurativo. Se invece si considera la qualifica contrattuale, i rapporti che più frequentemente hanno retribuzione oraria inferiore ai 9 euro lordi sono quelli di apprendistato, con il 59,5% fissato sotto i 9 euro l’ora. A seguire, con grande distacco, ci sono gli operai (26,2%) e all’ultimo posto gli impiegati e i dirigenti (6,3%). Infine, ben il 23,1% delle donne occupate ha un salario orario inferiore ai 9 euro. Sotto un profilo generazionale, gli under 29 sono la categoria maggiormente interessata: ben il 32,6% di loro percepisce una retribuzione minima inferiore ai 9 euro orari. Proviamo a quantificare meglio l’impatto del salario minimo. Nel complesso dell’economia, il valore minimo delle retribuzioni contrattuali orarie a gennaio 2019 riguarda gli operai agricoli, con un salario minimo di 6,08 euro all’ora. Il comparto dell’industria registra salari minimi pari a 7,92 euro, leggermente più elevati rispetto al settore dei servizi (7,17 euro). I valori più elevati invece riguardano le figure manageriali del settore del credito con circa 56 euro orari e quelle del settore elettrico e petrolifero (27 euro all’ora). Secondo un’indagine Istat che ha interessato 2.855 figure professionali riferite a 73 contratti nazionali, il valore medio della retribuzione oraria contrattuale è pari a 13,86 euro e quello mediano è di 12,48 euro.

Il Movimento 5 Stelle: E’ l’ultimo primo maggio senza salario minimo – “Questo sarà l’ultimo primo maggio senza salario minimo legale in Italia. A breve approveremo la legge che permetterà a tutti i lavoratori di arrivare a fine mese grazie al proprio stipendio. Metteremo fine alle paghe da fame ed allo sfruttamento. In questi dieci mesi abbiamo lavorato a testa bassa per creare condizioni migliori nel mondo del lavoro rispetto al disastro ed alla precarizzazione selvaggia che abbiamo ereditato dai precedenti Governi. I dati Istat di ieri certificano che siamo sulla strada giusta e che il decreto dignità, tanto vituperato da Pd e dai soliti media, sta funzionando: il PIL nel primo trimestre è ripartito con forza, l’occupazione è al massimo dal 2008, con 60 mila occupati in più rispetto a febbraio; sono 44 mila i contratti stabili in più, la disoccupazione cala e i giovani senza lavoro scendono ai minimi dal 2011″. Lo dichiarano i portavoce del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro alla Camera. “Inoltre, il Reddito di Cittadinanza ha raggiunto già oltre 2 milioni di persone. Lavoreremo ancora di più nei prossimi mesi per un proficuo reinserimento lavorativo di giovani e meno giovani abbandonati a se stessi negli scorsi anni. C’è ancora tanto da fare e lo faremo. Buon primo maggio a tutti”, concludono.

Tags: movimento 5 stellesalario minimo
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