Stoppata dalla cancelliera la trattativa portata avanti dal presidente della Commissione Ue

BRUXELLES – La Grecia apre all’Europa, ma la Germania – almeno per il momento – chiude la porta a un’intesa dell’ultimo minuto. La lettera firmata da Alexis Tsipras con le ultime controproposte ai creditori internazionali per chiudere un accordo in extremis sul salvataggio di Atene è arrivata a Bruxelles questa notte: per la prima volta il premier dichiara di accettare la proposta degli europei, il testo pubblicato domenica scorsa dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker, ma aggiunge cinque punti.

Dopo una timida apertura (“sono in costante contatto con le autorità di Atene”), Juncker chiude alla Grecia: “La Commissione non avrà alcun contatto con il governo di Atene prima del referendum. Ho dato mandato che nessun Commissario intervenga su quesiti

 

LA GIORNATA – Il rischiatutto dell’euro si gioca a carte scoperte. Tsipras riapre al negoziato, ma continua ad invitare a votare no al referendum di domenica. La Germania arretra su una linea oltranzista, e si oppone alla nuova trattativa. “Nessun negoziato sui nuovi aiuti – fa sapere la Merkel – prima del referendum in Grecia: Atene non ha rispettato in pieno i suoi obblighi. Il premier greco però ha inviato  tra martedì e mercoledì una lettera a Bruxelles con cui accetta  i punti della proposta di Juncker, ma ne aggiunge altri ancora. Tra gli altri,  lo sconto Iva del 30% sulle isole, il graduale aumento dell’acconto dell’imposta per le imprese individuali al 100%, con eliminazione degli sconti fiscali.
Parlando alla televisione in un messaggio ai cittadini, Tsipras ha chiarito lo stato dell’arte. “La Grecia resta al tavolo negoziale, ma – ha spiegato – il voto di domenica non è contro l’euro. Siamo contro l’austerity. Votate no, i creditori stanno ricattando i greci, ma questa situazione non durerà per molto”.

Sul negoziato però piomba la scure tedesca. “La Grecia – sostiene la cancelliera – ha il diritto di fare il suo consulto sulle proposte dell’Ue, ma i partner europei hanno egualmente il diritto di rispondere a quello che sarà il suo esito. No al compromesso a tutti i costi”.

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