Maurizio Landini denuncia: “Lo Stato incassa 25 miliardi in più, ma ai dipendenti restano solo 3 euro al mese. Servono aumenti veri, non propaganda”.
«Nella manovra economica c’è una vera e propria truffa. Il taglio dell’Irpef sopra i 28mila euro è solo una presa in giro: chi guadagna 30mila euro lordi l’anno riceverà appena tre euro al mese». Con queste parole il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto ad Agorà su Rai3 denunciando come, secondo il sindacato, il governo stia «facendo cassa sull’inflazione».
«Con il drenaggio fiscale – ha spiegato – i lavoratori hanno pagato oltre duemila euro in più di tasse, portando nelle casse dello Stato 25 miliardi in più. Eppure, a loro non torna indietro nulla. Al contrario, si trovano ventitré miliardi in più per le armi, non per la sanità, la scuola o i salari».
La Cgil chiama ora alla mobilitazione. Sabato 25 ottobre, a Roma, si terrà la manifestazione nazionale dal titolo “Democrazia al lavoro”, con concentramento alle 13,30 in piazza della Repubblica e corteo fino a piazza San Giovanni, dove a partire dalle 15 prenderanno la parola i rappresentanti sindacali italiani e internazionali. Tra loro anche Luc Triangle, segretario generale dell’Ituc, e naturalmente Maurizio Landini, che concluderà la giornata intorno alle 17.
Al centro dell’iniziativa ci sono i temi del lavoro, dei salari e dei diritti. La Cgil chiede una vera riforma fiscale, il rinnovo dei contratti pubblici e privati con una detassazione degli aumenti salariali, l’introduzione del salario minimo e una legge sulla rappresentanza che tuteli davvero chi lavora. Il sindacato rivendica anche un equo compenso per i professionisti e i lavoratori autonomi, la piena rivalutazione delle pensioni e l’estensione della quattordicesima, insieme al superamento della legge Fornero e all’istituzione di una pensione di garanzia per giovani e precari.
Per Landini e la Cgil, la priorità è fermare la deriva del Paese. «È il momento di dire stop al riarmo – afferma la Confederazione –. Le risorse pubbliche devono essere destinate a sanità, istruzione, politiche sociali e abitative. I soldi vanno presi dove ci sono: nelle grandi ricchezze e nell’evasione fiscale».
Il sindacato chiede inoltre una nuova politica industriale e del terziario per contrastare le delocalizzazioni, creare lavoro stabile e guidare la transizione ecologica, ambientale e digitale, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno. Centrale resta anche la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, tema su cui Landini non usa giri di parole: «Non si sta facendo abbastanza, la gente continua a morire come prima. È il modello di impresa che va cambiato, non la soglia di sopportazione dei lavoratori».
Secondo la Cgil, la strada intrapresa dal governo «peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro della stragrande maggioranza delle persone, colpendo lavoratori, pensionati, giovani e donne». Per questo, Landini invita «tutte e tutti» a scendere in piazza sabato: «Bisogna farsi sentire. È ora di rimettere al centro la giustizia sociale, la democrazia e la dignità del lavoro».
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