Lombardia, è sempre tangentopoli: 21 arresti per appalti sanità, c’è il braccio destro di Maroni

In manette il consigliere regionale Fabio Rizzi, padre della riforma del sistema sociosanitario. La moglie ai domiciliari: per entrambi c’è l’accusa è di associazione per delinquere

L’eterno ritorno della Tangentopoli in Lombardia porta all’arresto di 21 persone per appalti nella sanità. Nell’Operazione Smile finisce in carcere il consigliere regionale della Lega Nord, Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità e padre della recente riforma del sistema sociosanitario lombardo. Ordine di custodia cautelare anche per la moglie di Rizzi, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per entrambi c’è l’accusa di associazione per delinquere, perquisizioni sono in corso nel domicilio di Rizzi e negli uffici al Consiglio regionale.

In carcere è finito anche un imprenditore vicino a Rizzi, Mario Valentino Longo. Anche la moglie di Longo è agli arresti domiciliari ed entrambi condividono l’accusa di associazione per delinquere.

E’ stato il componente di un collegio sindacale di un’azienda ospedaliera lombarda a far partire le indagini della Procura di Monza che hanno portato stamani all’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con obbligo di firma), su richiesta del gip di Monza. L’ipotesi è di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, alla corruzione e alla turbativa d’asta per i servizi odontoiatrici esternalizzati in Lombardia.  Le indagini, avviate nel 2013, vertono su un giro d’affari per oltre 400 milioni di euro. Secondo i pm un gruppo imprenditoriale avrebbe vinto illecitamente gare d’appalto per l’esternalizzazione odontoiatrica con la compiacenza di undici funzionari all’interno dell’azienda sanitaria di Desio e Vimercate, dell’ospedale Maggiore di Milano, dell’ospedale Bolognini di Seriate (Bergamo), di Busto Arsizio (Varese) e Melegnano.

(Foto @fabionerizzi/twitter)

 

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