L’indiscrezione del Corriere della Sera parla di azioni imminenti. Il ministero della Difesa: “Solo un’ipotesi, ogni decisione passa dal Parlamento”

ROMA – Prima l’indiscrezione fragorosa pubblicata dal Corriere della sera: l’Italia bombarderà l’Isis. Poi una smentita del ministero della Difesa, non tanto convinta: si tratta solo di un’ipotesi. Ma l’ipotesi riguarda nientemeno che l’entrata in guerra, di fatto, contro lo Stato Islamico. La notizia diffusa dal quotidiano riguarda l’incarico che addirittura nelle prossime ore riceverebbero gli aerei italiani in forza alla coalizione anti-Isis. Dal ruolo logistico a quello operativo. I velivoli italiani sarebbero stati inviati in una base aerea in Kuwait. Pronti all’azione quattro Tornado, un aereo-cisterna e alcuni droni Predator non armati. “La portata della partecipazione italiana – scrive il Corsera – cambia ora radicalmente con il via ai bombardamenti. I Tornado, configurati inizialmente per la ricognizione e l”illuminazione’ degli obbiettivi, assumeranno le loro piene caratteristiche di cacciabombardieri e dunque colpiranno direttamente i bersagli individuati in base alle nuove regole di ingaggio. Come fanno peraltro, in Iraq, gli aerei di Paesi ben più piccoli del nostro”. La decisione di bombardare in Iraq, e non in Siria, sarebbe dovuta al fatto che il governo di Baghdad avrebbe chiesto a Roma di intervenire. La richiesta fornirebbe una cornice legale all’intervento. Stamane la nota del ministero precisa che le azioni di bombardamento “sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso – si legge – dovranno passare dal Parlamento”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest