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L’arresto di Pavel Durov fondatore di Telegram, il social che non censura

Redazione by Redazione
25 Agosto 2024
in Attualità, In Primo Piano
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La piattaforma è una spina nel fianco delle élites guerrafondaie occidentali, si può accedere senza problemi, vedere tutto quello che pubblicano gli ucraini, i russi, i palestinesi, Hamas, Israele e sviluppare un pensiero critico, autonomo e indipendente. Senza Telegram difficilmente avremmo potuto conoscere il genocidio che si consuma a Gaza e nei territori occupati, e il vero volto del regime di Kiev.

Arrestato il cittadino franco-russo Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato della società di messaggistica criptata Telegram mentre scendeva dal suo aereo privato sulla pista dell’aeroporto di Le Bourget, alla periferia di Parigi. Durov 39 anni era accompagnato dalla sua guardia del corpo e da una donna. Durov arrivava dall’Azerbaigian. Su di lui pendeva un mandato di perquisizione emesso dal Dipartimento nazionale di investigazione criminale francese, sulla base di un’indagine preliminare.

Durov è accusato di terrorismo in quanto sulla sua piattaforma “non avrebbe disposto sistemi di intervento per moderare gli scambi e in quanto si sarebbe rifiutato finora di cooperare con le autorità europee” ovvero non si si sarebbe accodato al pensiero e alla censura dominanti.

E’ probabilmente il primo arresto eccellente in applicazione del Digital Services Act, il regolamento censorio europeo, approvato nel 2022 ed entrato in vigore nel febbraio di quest’anno.

Telegram, è un social che non censura nessuno. E’ una spina nel fianco delle élites guerrafondaie occidentali, si può accedere senza problemi, vedere tutto quello che pubblicano gli ucraini, i russi, i palestinesi, Hamas, Israele e sviluppare un pensiero critico, autonomo e indipendente. Senza Telegram difficilmente avremmo potuto conoscere il genocidio che si consuma a Gaza e nei territori occupati e il vero volto del regime di Kiev.

Durov, russo con passaporto passaporto azerbajano rischia di fare la fine di Assange : o rivelerà i segreti che custodisce o rischia di pagare duramente. L’incarcerazione di Durov è un severo monito a qualsiasi proprietario di una piattaforma social che si rifiuti di censurare la verità su richiesta di tecnocrazie europee e agenzie di intelligence, e un feroce avvertimento nei confronti di qualsiasi persona osi pensare con la propria testa.

Mosca, manifestazione di protesta davanti all’ambasciata francese

Oggi si è svolta una manifestazione di protesta a Mosca davanti all’ambasciata francese contro l’arresto di Pavel Durov. Centinaia di aeroplanini di carta, simbolo di Telegram, poggiati sulle siepi.

Maria Zakharova

Sull’arresto di Durov è intervenuta Maria Zakharova portavoce del ministero degli esteri della Federazione Russa

“Mi sono appena ricordata che nel 2018 un gruppo di 26 ONG, tra cui Human Rights Watch, Amnesty International, Freedom House, Reporter Senza Frontiere, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti e altri, hanno condannato la decisione di un tribunale russo di bloccare Telegram. L’Occidente ha fatto altre dichiarazioni simili. Hanno detto tutto questo perché dal 1 luglio 2018 in Russia è entrata in vigore la legge Yarovaya che impone agli operatori di telecomunicazioni di conservare per sei mesi i registri dei messaggi telefonici e del traffico Internet dei loro clienti, nonché le chiavi per decrittografare la corrispondenza degli utenti e fornire su richiesta, trasmetterli all’FSB russo. Su questa base ci sono state quindi per Telegram questioni legislative che anche molti altri paesi hanno dovuto affrontare in relazione ai parametri tecnici del suo sistema di crittografia. Tutte queste ONG occidentali hanno chiesto al governo russo di smettere di mettere in discussione il lavoro di Telegram. Hanno fatto appello all’ONU, al Consiglio d’Europa, all’OSCE, all’Unione Europea, agli Stati Uniti e ad altri governi chiedendo di resistere alle azioni della Russia e di proteggere i diritti fondamentali della libertà di espressione e della privacy. Inoltre, hanno invitato le società Internet a resistere alle richieste infondate e illegali che violano i diritti dei loro utenti. Hanno chiesto al governo russo di garantire il diritto degli utenti di Internet di pubblicare e visualizzare in modo anonimo le informazioni sui siti Web, sottolineando che qualsiasi restrizione deve essere sanzionata dai tribunali e rispettare pienamente le disposizioni della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Durov è rimasto libero per tutto questo tempo continuando a sviluppare Telegram (in Russia). Pubblico uno screenshot di tutte le organizzazioni professionali occidentali che si sono espresse allora, compreso il loro appello collettivo. Pensi che questa volta si appelleranno a Parigi e chiederanno il rilascio di Durov, o invece si ingoieranno la lingua?”.

CiCre

Tags: arrestopavel durovtelegram
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