Cariche ed incidenti in piazza Syntagma a poche ore dal voto sull’accordo con l’Ue. Numeri ballerini per Tsipras: si dimette viceministra delle Finanze

ATENE – E’ il giorno più lungo per Alexis Tsipras, ma soprattutto per la Grecia. A poche ore dal voto sull’accordo tra Atene e l’Ue, si infiamma piazza Syntagma, dove sono in corso scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con l’esplosione di alcune bombe carta e cariche. Nella capitale greca sono giunti gruppi di black-block. Al termine degli incidenti, sono state fermate 50 persone. Un drammatico contrappasso, per un governo nato dalla ribellione in piazza.

Il premier intanto cerca l’impresa ai limiti dell’impossibile di tenere unita la maggioranza sull’intesa, vista col fumo negli occhi da larghi settori della coalizione che lo sostiene.  “Senza il vostro sostegno  – avverte Tsipras – sarà difficile per me restare premier”. Intanto però si dimette la viceministra delle Finanze, Nadia Valavani. I numeri in Parlamento sono sempre più ballerini, dopo la spaccatura interna a Syriza e l’annuncio degli alleati-nazionalisti di Anel, che non voteranno l’accordo

Tensioni però si registrano anche sul fronte dei creditori. La Commissione Ue propone di erogare il prestito ponte da 7 miliardi usando il vecchio fondo Efsm, per permettere ad Atene di far fronte alle esigenze immediate, avendo davanti agli occhi i 3,5 miliardi da rimborsare alla Bce il 20 luglio. Ma nell’Ue si ci sono voci contrarie, a cominciare dalla Gran Bretagna. E l’Fmi, secondo un report interno, giudica insostenibile il debito greco e si oppone al piano di salvataggio senza un taglio.

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